Lo Sri Lanka si prepara a una nuova stretta sulla disponibilità di carburante. Le autorità hanno annunciato l'introduzione immediata di un sistema di razionamento che limita drasticamente i quantitativi che ogni veicolo può acquistare settimanalmente. La decisione risponde all'urgenza di preservare le scorte nazionali, destabilizzate dall'impennata dei prezzi e dalle continue interruzioni nel flusso di approvvigionamento direttamente collegati ai conflitti in corso nel Medio Oriente.

Secondo le nuove disposizioni, le automobili e i veicoli a tre ruote potranno rifornirsi con un massimo di 15 litri per settimana, mentre gli autobus avranno diritto a 60 litri e i camion a 200 litri. Per evitare frodi e acquisti illegali di quantitativi superiori ai limiti previsti, il governo ha ripristinato un sistema di controllo basato su codici QR, lo stesso strumento utilizzato nel 2022 quando la nazione attraversava una gravissima crisi economica che aveva paralizzato il Paese.

La popolazione sta già pagando un prezzo alto per queste misure. Le strade delle città sono intasate di lunghe code di automobilisti in attesa di completare il rifornimento, molti dei quali lamentano che le razioni assegnate risultano insufficienti per le esigenze quotidiane. La situazione aggiunge ulteriore pressione su una società già provata dall'inflazione e dall'aumento generalizzato dei costi della vita.

Il presidente Anura Kumara Dissanayake ha fornito alcune rassicurazioni al Parlamento il 3 marzo, affermando che le riserve disponibili di carburante nel Paese dovrebbero garantire un approvvigionamento continuativo di almeno 33 giorni, calcolato secondo i livelli di consumo attuali. Tuttavia, questa dichiarazione non ha placato le preoccupazioni diffuse tra la popolazione riguardo alla durata della crisi e alle possibili conseguenze economiche e sociali nei prossimi mesi.