Il ministro Adolfo Urso ha ribadito l'impegno dell'esecutivo nel contrastare il rincaro dei carburanti attraverso politiche più efficienti rispetto al passato. In un'intervista rilasciata a Quotidiano Nazionale, il titolare del dicastero delle Imprese e del Made in Italy ha anticipato che già nel prossimo Consiglio dei ministri verranno presentate misure compensative pensate specificamente per i nuclei familiari in difficoltà economica, il settore dell'autotrasporto e le aziende.

Urso ha mosso critiche sostanziali al taglio delle accise implementato durante il governo Draghi, ritenendo quella scelta poco efficace dal punto di vista dei risultati. Secondo il ministro, quella decisione è costata circa un miliardo mensile alle casse pubbliche senza raggiungere gli obiettivi prefissati. Anzi, ha sottolineato come l'inflazione abbia continuato a salire durante quel periodo, e come i vantaggi economici siano stati distribuiti principalmente ai ceti più facoltosi, secondo quanto certificato dall'Ufficio di Bilancio della Camera.

Il ministro ha usato i dati come strumento di confronto tra i due periodi governativi. Quando l'attuale governo è entrato in carica nell'ottobre 2023, nonostante fosse ancora vigente il taglio delle accise del precedente esecutivo, l'inflazione aveva raggiunto il 12,6% secondo Eurostat. A fine 2024 questo dato è precipitato all'1,1%, con proiezioni dell'1,6% per il 2025, rappresentando un calo di oltre dieci volte rispetto al momento della transizione di governo.

Sul fronte dei prezzi alla pompa, Urso ha evidenziato come la benzina sia scesa da 2,25 euro al litro a 1,83 euro, mentre il gasolio si attesta appena sopra i 2 euro. L'incremento percentuale registrato in Italia rimane significativamente inferiore rispetto a quello osservato in Germania, Francia e Spagna, paesi che non hanno optato per il taglio delle accise. Questo dato, secondo il ministro, dimostra l'efficacia di strategie alternative.

Urso ha inoltre evidenziato come molte nazioni europee stiano adottando il sistema di monitoraggio e controllo preventivo dell'inflazione introdotto dall'Italia nel gennaio 2023. Questa scelta ha permesso al governo italiano di mantenere l'inflazione al di sotto della media europea, contribuendo a recuperare parte del potere d'acquisto delle famiglie italiane, fortemente compromesso durante la legislatura precedente.