Diego Dalla Palma, uno dei più rinomati make up artist internazionali e imprenditore di fama mondiale, è tornato al centro dell'attenzione mediatica nelle scorse settimane non per i suoi straordinari lavori nel campo della cosmesi, ma per una scelta estremamente personale e complessa: la pianificazione consapevole della propria morte. A 76 anni, il creativo milanese ha deciso di rendere pubblica questa decisione, generando dibattito e riflessioni sulla libertà individuale e sulla dignità della fine della vita.

In un'intervista concessa al quotidiano Il Giorno, in occasione del suo ritorno a teatro con lo spettacolo "Perché no?" presso il Teatro Gerolamo di Milano, Dalla Palma ha affrontato temi profondamente intimi. Durante la conversazione, ha rivelato un capitolo straziante della sua infanzia: gli abusi sessuali subiti da un sacerdote. Una ferita che ha segnato la sua esistenza, ma che il truccatore sostiene di aver elaborato attraverso il perdono come principio di vita. Tuttavia, quando quel prete lo contattò negli ultimi istanti della propria vita per chiedergli "Mi vuoi bene?", Dalla Palma ha deciso di non concedere la riconciliazione sperata. "Gli ho mentito", ha confessato con franchezza, sottolineando come il religioso non abbia mai veramente chiesto scusa per i torti commessi.

Dalla Palma ha inoltre discusso della sua relazione con la spiritualità, dichiarando di non professare una religione tradizionale. "Non ho un Dio nel senso classico. La natura è la mia divinità", ha spiegato, delineandosi come una figura influenzata da filosofie diverse - dal francescanesimo al gandhismo, fino allo spinozismo. Nonostante l'affaticamento dovuto all'età, continua a trovare gioia negli spettacoli affollati e nei riconoscimenti letterari, come il successo del suo libro "Alfabeto emotivo" ormai alla terza ristampa.

Un altro tema centrale nella riflessione di Dalla Palma è la bellezza, argomento che ha dominato la sua carriera professionale. Secondo il truccatore, la bellezza trascende l'aspetto fisico e rappresenta una dimensione spirituale. "Non si riduce a conformismo o standardizzazione", ha precisato, sostenendo che la vera bellezza abita nella diversità e nell'originalità, nella capacità di rompere gli schemi precostituiti. Una visione che ha contraddistinto il suo operato nel mondo della cosmesi, dove ha sempre promosso l'espressione individuale al di sopra delle convenzioni estetiche.

La scelta di Dalla Palma di controllare consapevolmente il momento della propria morte è stata da lui presentata come un atto di libertà e coerenza personale, sebbene abbia generato confronti pubblici, incluso uno con la conduttrice televisiva Silvia Toffanin, durante il quale avrebbe preferito approfondire ulteriormente le ragioni dietro questa decisione. Lo spettacolo teatrale "Perché no?" rappresenta, nelle sue intenzioni, un'occasione per comunicare il perdono come valore supremo, pur rimanendo fedele alle proprie convinzioni anche quando il perdono risulta impossibile da concedere sinceramente.