Mentre Reuters rivela che dietro lo pseudonimo di Banksy si nasconde Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973, la città marchigiana di Fano accoglie una mostra che fa della ricerca d'identità il suo filo conduttore. L'esposizione "My name is..." promossa dall'Associazione Artemista invita a riflettere su come ognuno di noi possa trovarsi vittima di ingiustizie e soprusi, temi cari al genio della street art mondiale.

Non si tratta di una semplice celebrazione del famoso writer britannico. Piuttosto, la mostra costruisce un dialogo affascinante tra le otto opere più iconiche di Banksy e le creazioni di Andrea Corsaletti, pittore fanese scomparso improvvisamente nell'agosto 2025 all'età di 65 anni. Mentre il lavoro di Banksy denuncia le ingiustizie attraverso graffiti provocatori, Corsaletti dipingeva angeli simbolo di speranza e del mistero dell'esistenza. L'esposizione gioca proprio su questo contrasto: la firma dell'artista passa in secondo piano, cedendo spazio a chi soffre e resiste.

L'installazione occuperà la chiesa cinquecentesca di Santa Maria del Suffragio in piazzale Cleofilo, uno spazio che fonde armoniosamente il Rinascimento con l'arte urbana contemporanea. Un'imponente installazione dedicata agli angeli di Corsaletti sarà circondata da racconti multimediali su Banksy, creando quello che gli organizzatori definiscono un "cortocircuito visivo". Dall'installazione centrale emergerà un'energia luminosa proiettata verso l'alto, per simulare l'esplosione di anime pure, mentre il maestoso "Gloria" di Giuseppe Maria Mazza, complesso scultoreo in stucco del primo Settecento, sorveglia l'insieme dall'area absidale.

Al centro dell'esperienza c'è la "Girl with Balloon", l'opera più celebre di Banksy, che diventa il simbolo dell'intera mostra. Il titolo stesso, "My name is...", lascia uno spazio intenzionalmente vuoto invitando ogni visitatore a inserire il proprio nome, trasformando l'esposizione in un'esperienza personale e intimista. Non si tratta semplicemente di osservare arte, ma di diventare parte di una conversazione visiva sulla dignità e l'identità di chi subisce torti.

L'inaugurazione promette di coinvolgere tutta la comunità fanese: le vie e la piazzetta attorno alla chiesa si animeranno di colori, pennelli e artisti locali, ricreando l'atmosfera bohémien di una piccola Mont Martre. L'evento, che proseguirà fino al 28 giugno, rappresenta un'opportunità rara per scoprire come l'arte contemporanea può trasformare spazi storici in palcoscenici di riflessione sociale e umana.