Nel corso del terzo test missilistico effettuato a marzo, la Corea del Nord ha messo in mostra una nuova arma che il regime ritiene strategica per il proprio arsenale militare. Kim Jong Un ha personalmente presieduto l'esercitazione sulla costa orientale del Paese, dove dodici lanciarazzi di precisione da 600 millimetri hanno sparato i loro ordigni verso il Mare Orientale. Le immagini diffuse dall'agenzia stampa ufficiale KCNA mostrano il leader nordcoreano insieme alla figlia Kim Ju Ae, di soli 13 anni, mentre osserva attentamente i massicci camion lanciamissili dipinti di verde oliva e segue il dispiegamento della potenza di fuoco.

Secondo le dichiarazioni ufficiali riportate dai media di Pyongyang, il dittatore ha descritto questa nuova arma come un «jolly» capace di annientare qualsiasi infrastruttura militare nemica entro una portata di 420 chilometri. Kim ha sottolineato che la dimostrazione dovrebbe provocare «inquietudine» negli avversari, fornendo loro una tangibile comprensione della forza distruttiva delle armi nucleari tattiche a disposizione del regime. L'esercitazione rappresenta anche una risposta diretta a Freedom Shield, le manovre congiunte fra Corea del Sud e Stati Uniti programmate fino al 19 marzo.

L'Esercito sudcoreano ha rilevato il lancio di circa dieci missili balistici, mentre il Consiglio di sicurezza nazionale di Seul ha immediatamente classificato l'evento come una provocazione palese e una violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che proibiscono a Pyongyang qualunque attività nel settore dei missili balistici. Anche il ministero della Difesa giapponese ha confermato l'avvenimento, precisando che i vettori hanno percorso circa 340 chilometri prima di cadere al di là della zona economica esclusiva nipponica. Il ministro nipponico della Difesa, Shinjiro Koizumi, ha ordinato ai propri uffici di intensificare la raccolta e l'analisi delle informazioni, mantenendo un coordinamento stretto con Washington, Seul e altri alleati, rimanendo in uno stato di massima allerta.

Quanto osservato nel corso di questo test assume una rilevanza particolare per una ragione specifica: il numero di missili lanciati contemporaneamente rappresenta un record per gli standard nordcoreani. In passato, il regime aveva dimostrato di preferire lanci isolati o in numero inferiore, mentre questa volta ha optato per una manifestazione di forza attraverso una salva massiccia. L'evento si inserisce in un contesto di crescente tensione nella penisola coreana e nel Mar del Giappone, dove gli equilibri geopolitici continuano a restare precari e sotto stretto controllo internazionale.