L'Italia affonda nella classifica europea dell'utilizzo dei trasporti pubblici. I dati diffusi da Eurostat per il 2024 raccontano una situazione allarmante: quasi sette cittadini italiani su dieci non salgono mai su un autobus o su altri mezzi collettivi. Una tendenza che relega il nostro Paese al penultimo posto del continente, preceduto soltanto da Cipro, dove l'abbandono dei trasporti pubblici raggiunge addirittura l'85% della popolazione.

La ricerca dell'ufficio statistico europeo rivela i dettagli della mobilità nel Vecchio Continente. A livello comunitario, il 51% dei cittadini europei non ricorre ai trasporti collettivi. Coloro che li utilizzano si distribuiscono così: il 10,7% quotidianamente, l'11,6% una volta alla settimana, il 10% mensilmente e il 17,1% meno frequentemente. Un quadro che, nel caso italiano, appare decisamente sbilanciato verso l'astensione.

L'Italia non è sola in questa tendenza preoccupante. Nel ranking continentale, dopo il primato negativo cipriota, seguono il Portogallo con il 67,8% di non utilizzatori, la Francia al 65,1%, la Slovenia al 61,6% e la Grecia al 61,3%. Tuttavia, la percentuale italiana del 68% rappresenta comunque una criticità significativa per un Paese densamente popolato.

Le conseguenze di questa preferenza massiccia per i veicoli privati ricadono pesantemente sulla qualità della vita urbana. Il traffico caotico nelle città italiane genera un danno economico e sanitario enorme. Secondo l'associazione Sima, che raggruppa i medici ambientali, il conto annuale di questa situazione ammonta a circa 34 miliardi di euro, considerando gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute pubblica e i costi indiretti della congestione viaria.

Il fenomeno solleva interrogativi cruciali sulla pianificazione dei trasporti urbani e sulla sostenibilità ambientale. Mentre l'Unione Europea spinge verso la decarbonizzazione delle città, l'Italia rimane intrappolata in una dipendenza dal trasporto privato che alimenta emissioni e inquinamento, con ripercussioni dirette sulla salute dei cittadini e sulla gestione delle risorse pubbliche.