La Federazione Internazionale dell'Automobile ha reso ufficiale domenica quello che da giorni circolava negli ambienti della Formula 1: i Gran Premi previsti a Bahrein e in Arabia Saudita non avranno luogo ad aprile. Le due competizioni, originariamente calendarizzate per metà mese nel primo caso (10-12 aprile) e una settimana dopo in quello saudita (17-19 aprile), sono state cancellate in seguito alle valutazioni della situazione nel Medio Oriente, dove gli attacchi aerei iraniani proseguono dalla fine di febbraio.
Mohammed bin Sulayem, presidente della FIA, ha commentato la decisione sottolineando come l'organizzazione non possa compromettere la sicurezza della comunità del motorsport. "Rimaniamo fiduciosi nel fatto che la regione possa ritrovare stabilità e serenità nel prossimo futuro", ha dichiarato il capo dell'ente internazionale, senza entrare nel merito delle perdite economiche derivanti dall'annullamento. Secondo quanto riportato da media britannnici come la BBC e The Independent, le due cancellazioni comporteranno danni finanziari quantificabili in decine di milioni di dollari.
I circuiti interessati dalla cancellazione sono quelli di Sakhir, ubicato sull'isola del Bahrein a pochi chilometri dalle coste iraniane, e quello di Jeddah sulla sponda del Mar Rosso. Entrambi rappresentano tappe di rilevanza strategica per la stagione iridata, attirando solitamente centinaia di migliaia di appassionati. La decisione di annullare piuttosto che rimandare le due gare riflette il carattere ancora incerto della situazione geopolitica nella regione.
Con questa cancellazione, il calendario mondiale della Formula 1 nel 2026 si assesta complessivamente a 22 Gran Premi, due in meno rispetto alle previsioni iniziali. La stagione proseguirà regolarmente con il prossimo appuntamento in programma domenica a Shanghai, seguito dalla tappa di Suzuka in Giappone il 29 marzo. La struttura della serie rimarrà comunque robusta, con altri appuntamenti mediorientali confermati: il Qatar e Abu Dhabi ospiteranno infatti gli ultimi due round tra novembre e dicembre, chiudendo l'annata agonistica.
La cancellazione non rappresenta una sorpresa per gli addetti ai lavori, considerato che scenari di questo tipo erano stati già ipotizzati quando le tensioni nella regione hanno iniziato a intensificarsi. Le autorità della FIA avevano infatti messo sul tavolo il rischio concreto di sospensioni o riprogrammazioni già nei giorni scorsi, e la situazione si è rivelata infine non recuperabile per le date inizialmente previste.