Un'emergenza senza precedenti si sta consumando nel Mediterraneo centrale. La metaniera russa Arctic Metagaz, colpita presumibilmente da droni navali ucraini lo scorso 4 marzo, continua la sua deriva pericolosa verso le coste maltesi spinta dalla forza dei venti. Attualmente posizionata a circa 50 miglia nautiche dal territorio nazionale maltese, verso sudovest, il relitto rappresenta una minaccia concreta per l'arcipelago e per l'ecosistema marino circostante.

Secondo le informazioni fornite dalle autorità competenti, il cargo stillcontiene una quantità stimata di 700 tonnellate di gas liquefatto all'interno di due serbatoi ancora intatti sui quattro originali della nave. Negli ultimi giorni sono state registrate diverse esplosioni, segno che la situazione rimane altamente volatile. I meteorologi segnalano che il relitto potrebbe raggiungere le coste occidentali di Gozo tra domenica notte e lunedì mattina, a seconda dell'evoluzione delle condizioni atmosferiche. L'Aviazione militare maltese sta effettuando sorvoli costanti tre volte giornaliere per tracciare in tempo reale gli spostamenti della nave.

La Valletta ha immediatamente attivato un dispositivo di emergenza coordinato anche con le autorità italiane, dispiegando tre rimorchiatori con l'obiettivo di intercettare il relitto prima che entri nelle acque territoriali. Il piano operativo prevede il possibile affondamento controllato della nave in acque profonde, soluzione che rappresenta il male minore rispetto ai rischi di un'esplosione in prossimità della costa. Tuttavia, i tecnici stanno ancora valutando la fattibilità dell'operazione e identificando una zona di profondità sufficiente dove dirigere il relitto.

Il vero incubo delle autorità maltesi riguarda le conseguenze ambientali di una possibile contaminazione delle acque territoriali. Malta, essendo un'isola senza risorse idriche naturali, dipende completamente dagli impianti di desalinizzazione marina per l'approvvigionamento d'acqua potabile. Una fuoriuscita massiccia di gas liquefatto comporterebbe l'inquinamento dell'intero ciclo di rifornimento idrico, con ripercussioni catastrofiche sulla popolazione e l'economia dell'arcipelago.

Le autorità maltesi sono consapevoli dello scenario peggiore: un'esplosione del relitto a contatto con la costa causerebbe devastazioni di portata incalcolabile. È per questo motivo che ogni risorsa disponibile è stata mobilitata per scongiurare il disastro. Nel frattempo, i residenti delle isole attendono gli sviluppi della situazione con crescente apprensione, consapevoli che le prossime ore saranno decisive.