Un dramma nel dramma si è consumato sabato pomeriggio al largo di Lampedusa, dove un'imbarcazione piena di migranti è affondata. Nel caos e nella paura dei momenti finali, quando il barcone stava inabissandosi, una madre ha perso la presa sul figlio di soli due anni, originario della Sierra Leone. Il piccolo è scomparso nelle acque del Mediterraneo mentre lei veniva tratta in salvo. Nonostante le ricerche immediate e ancora in corso, della creatura non è stata trovata alcuna traccia.

L'imbarcazione, lunga 9 metri, era partita da Sfax in Tunisia venerdì sera con oltre sessanta persone a bordo, in prevalenza cittadini provenienti dall'Africa occidentale: Burkina Faso, Camerun, Costa d'Avorio, Guinea e Sierra Leone. Quando la situazione è diventata critica, gli uomini della motovedetta Cp327 della Guardia Costiera hanno raggiunto tempestivamente il relitto e recuperato 64 sopravvissuti, tra cui 14 donne e 10 minori. Secondo i testimoni, ogni passeggero aveva pagato 300 euro per questa traversata mortale.

L'organizzazione Save the Children non ha taciuto la sua indignazione. Attraverso una nota ufficiale, l'ente ha sottolineato come il decesso di un bambino così piccolo rappresenti il fallimento di politiche migratorie che privilegiano il controllo delle frontiere rispetto alla preservazione della vita umana. L'associazione ricorda che oltre cento bambini muoiono ogni anno nel Mediterraneo centrale, una cifra che evidenzia l'entità della crisi. L'organizzazione, insieme alla Croce Rossa e ad altre realtà sul territorio, ha mobilitato le proprie risorse per assistere i sopravvissuti nell'hotspot di Lampedusa.

Save the Children ha inoltre lanciato un monito rispetto al recente disegno di legge sull'immigrazione approvato dal Governo, ritenendo che le sue disposizioni potrebbero limitare l'operato delle navi umanitarie che intervengono in soccorso nel Mediterraneo. Secondo l'organizzazione, sanzioni contro le operazioni di salvataggio, sia da parte di ong che di navi mercantili, metterebbero a rischio migliaia di vite umane e rappresenterebbero un arretramento nella protezione dei minori migranti.

I numeri globali confermano l'urgenza della situazione. Secondo il rapporto congiunto dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e dell'Agenzia Onu per i Rifugiati, nei soli primi due mesi di quest'anno si contano già 503 vittime nel Mediterraneo centrale, cifra che rappresenta un terzo delle morti registrate durante l'intero anno precedente. Nel corso delle ultime ore, 292 migranti complessivi hanno raggiunto le coste di Lampedusa, inclusi i 64 sopravvissuti al naufragio di sabato.