Tra i rituali del potere che caratterizzano la presidenza Trump emerge una peculiarità tutto sommato inusuale: quella di regalare scarpe. Non si tratta di una pratica estemporanea, bensì di un vero e proprio cerimoniale amministrativo che il presidente americano porta avanti con una certa sistematicità. Le scarpe in questione sono sempre le medesime: modello Florsheim Tux Cap Toe Oxford, eleganti francesine in vitello dal costo unitario di circa 145 dollari.

Trump provvede ad acquistarli in lotti consistenti e poi li destina come doni agli ospiti ricevuti nello Studio Ovale: ministri, alti funzionari e personalità che transitano per gli uffici presidenziali. È una scena ricorrente, che segnala appartenenza al circolo ristretto dell'amministrazione e funge da omaggio personalizzato verso chi lavora al fianco del capo dell'esecutivo. Un gesto che combina l'informalità di una pratica privata con il peso simbolico che caratterizza le interazioni presidenziali.

Ciò che ha attirato l'attenzione dei media è però un dettaglio che smonta la perfezione del cerimoniale: il segretario di Stato Marco Rubio, una delle figure più prominenti dell'amministrazione Trump, si è trovato a ricevere le scarpe in una misura decisamente sovradimensionata rispetto ai suoi piedi. L'episodio, pur minore dal punto di vista politico, rivela come anche i gesti apparentemente più sofisticati possano sfuggire di mano nella loro esecuzione pratica. Neppure l'attenzione del presidente è riuscita dunque a garantire l'accuracy nella scelta delle taglie, trasformando un presente di prestigio in un curioso aneddoto destinato alle cronache.