Durante un evento organizzato a Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, per sostenere l'approvazione della riforma costituzionale in votazione nei prossimi giorni, il deputato meloniano Aldo Mattia ha tenuto un discorso che non è passato inosservato. Rivolgendosi a dirigenti e simpatizzanti locali del partito della premier, il parlamentare eletto nel collegio lucano ha suggerito di fare leva anche su dinamiche relazionali personali per raggiungere l'obiettivo del voto favorevole.
"Anche se avete argomenti solidi da discutere, se questi non dovessero bastare, ricorrete pure al metodo tradizionale: chiedete favori personali in cambio del sostegno", ha dichiarato Mattia, citando esplicitamente i legami familiari e gli obblighi morali come strumenti di persuasione. "Siamo cugini, io ti ho già fatto tanti favori, quindi aiutami in questa occasione": così il deputato ha riepilogato la strategia suggerita.
Mattia, originario della provincia di Frosinone ma con una lunga esperienza nella Basilicata dove è stato direttore regionale di Coldiretti prima di entrare in Parlamento, ha sottolineato l'importanza strategica del referendum per il governo. Secondo il parlamentare, una possibile sconfitta rappresenterebbe un danno significativo per la compagine di centrodestra, indipendentemente dal fatto che Giorgia Meloni manterrà la poltrona di presidente del Consiglio fino alla fine del mandato, previsto tra maggio e settembre del 2027.
"Non possiamo permetterci una ferita di questa portata", ha affermato Mattia, descrivendo una eventuale bocciatura della riforma come un colpo che renderebbe ancora più difficile il proseguimento dell'azione di governo. Le sue parole hanno tracciato un quadro dove il referendum assume una rilevanza che va oltre il merito della questione costituzionale, configurandosi come un test di compattezza della maggioranza di governo.