Una notte da ricordare quella dell'Unipol Arena di Bologna, dove la Virtus Olidata ha travolto l'EA7 Emporio Armani Olimpia Milano nel derby d'Italia più atteso della stagione. Il verdetto finale di 104-94 racconta di una squadra padrona del proprio destino, capace di mantenere saldamente le redini del match per quaranta minuti contro una corazzata dello scacchiere cestistico nazionale. Un successo che non solo alimenta i sogni di vertice della formazione emiliana, ma sottolinea la sua crescita esponenziale nel torneo.

Il copione della gara si è scritto nei primi dodici minuti, quando la Virtus ha imboccato subito la strada giusta con un'energia bruciante in transizione. Alston e Niang hanno agito come acceleranti del gioco bolognese, mettendo immediatamente in difficoltà la difesa milanese. Milano ha provato a ricucire grazie alla fisicità di Nebo e Shields, ma la panchina della Virtus è stata determinante nel mantenere l'inerzia: Ferrari ha piazzato cinque preziosi punti che hanno spinto il vantaggio fino al +9. Il primo quarto si è concluso con uno spettacolare buzzer-beater di Ty-Shon Edwards che ha fatto esplodere il palazzetto, fissando il risultato sul 30-22.

Nel secondo periodo, Milano ha tentato il primo tentativo di rientro affidandosi alla fluidità offensiva di Ricci, autore di 19 punti complessive. Tuttavia, la Virtus disponeva di un arsenale offensivo troppo vasto: Diarra ha dominato l'area con una combinazione di stoppate e canestri determinanti, mentre Jallow ha fornito il lavoro sporco recuperando possessi preziosi che Edwards ha saputo tramutare in punti. Il tabellone all'intervallo lungo segnava 54-45 a favore dei padroni di casa, evidenziando il totale controllo ritmico esercitato dalla squadra emiliana.

La ripresa ha visto l'Olimpia tornare con rinnovato vigore, grazie ai 21 punti di Brooks e alla qualità di Guduric impegnati in una sfida personale di grande spessore contro Alston. Milano è riuscita quasi nell'impresa della rimonta, accorciando fino a un solo punto di distacco al termine del terzo quarto (74-73). Ma è stato in questo momento che la Virtus ha mostrato la propria vera natura competitiva. Edwards ha preso personalmente le redini della gara con tre conclusioni in sospensione consecutive, mentre Niang ha eretto una muraglia difensiva quasi impenetrabile, ricacciando Milano sul -9 (82-73). Alston, glaciale dalla lunetta e devastante nel traffico sottcanestro, ha spento ogni speranza di rimonta, chiudendo con 27 punti personali. Morgan ha messo il sigillo conclusivo dalla linea della carità, fissando il 104-94 definitivo che ha certificato la supremazia felsinea nella serata più importante del campionato.

Un dettaglio tecnico rimane lievemente da considerare: la distanza tra il risultato finale e quella che poteva essere rappresenta solo una nota marginale di una prestazione complessivamente straordinaria. Per Bologna è il momento di consolidare questi risultati e proseguire nella rincorsa alle posizioni di vertice, mentre per Milano inizia una riflessione più profonda su come colmare il divario con le migliori squadre della categoria.