Dal 28 febbraio, quando il conflitto in Iran ha travolto i mercati globali, il danno è stato catastrofico: oltre 6mila miliardi di dollari cancellati dalle quotazioni. Le Borse mondiali attraversano un momento di estrema volatilità, alimentato soprattutto dall'impennata delle materie prime. Il petrolio ha registrato un balzo del 42%, mentre il gas naturale ha subito un rialzo ancor più marcato del 59,4%. L'indice della paura, il Vix, ha raggiunto quota 27,2 punti, segnalando uno stato di ansia diffuso tra gli investitori. Molti hanno ceduto al panico, liquidando le proprie posizioni, ma la storia insegna lezioni diverse: durante la crisi petrolifera del 1973 e l'invasione del Kuwait nel 1990, l'S&P 500 ha registrato ribassi iniziali simili, intorno al 16%, seguiti da una vigorosa ripresa.

Nonostante l'incertezza geopolitica, gli analisti identificano opportunità concrete d'investimento. Il contesto attuale presenta segnali di un'imminente inversione della curva dei rendimenti: a breve termine l'inflazione potrebbe accelerare a causa delle tensioni mediorientali, influenzando direttamente i titoli di Stato. Lo stesso Btp decennale ha visto il suo rendimento salire dal 3,38% al 3,76% in pochi giorni. Secondo gli esperti di Ubs, le obbligazioni di qualità mantengono un ruolo strategico nella diversificazione dei portafogli, e i rendimenti dovrebbero contrarsi solo quando i mercati inizieranno a scontare i rischi di recessione. Fabrizio Barini, senior banker di Integrae, individua nei titoli di Stato a scadenza breve, tra sei mesi e un anno, gli strumenti più attrattivi per gli investitori in questo momento.

Per quanto riguarda le azioni, gli esperti sconsigliano di inseguire settori volatili come la difesa e il bancario, che potrebbero risultare già prezzati a livelli elevati. La durata media di una correzione borsistica generata da shock geopolitici si attesta intorno ai 16 giorni: tentare di anticipare i movimenti, dunque, rappresenta storicamente una strategia perdente. Invece, Barini raccomanda di concentrarsi su titoli energetici e utility, che offrono due vantaggi significativi: distribuiscono dividendi particolarmente remunerativi e dispongono ancora di margini di crescita sostanziali. In periodi di incertezza estrema, come quello attuale, la prudenza e la ricerca di flussi di cassa stabili rappresentano la bussola più affidabile per navigare i mercati turbolenti.