Domenica pomeriggio, a pochi passi dal cuore monumentale di Roma, Peter Thiel ha riunito un'assemblea selezionata a Palazzo Taverna, storica dimora nel cuore della capitale tra piazza Navona e Castel Sant'Angelo. L'appuntamento era a porte chiuse con circa 165 partecipanti scelti, tra cui seminaristi del North American College, religiosi americani e studenti dell'Angelicum. Il fondatore di PayPal e il creatore della piattaforma Palantir ha iniziato il primo di quattro incontri previsti questa settimana dedicati a democrazia, tecnocrazia e spiritualità. Sebbene al Colosseo fosse stato esposto uno striscione di benvenuto con il suo nome, Thiel ha mantenuto il massimo riserbo sugli argomenti della discussione.
La figura dell'imprenditore californiano rappresenta una delle personalità più controverse della Silicon Valley contemporanea. Il saggio "L'anima nera della Silicon Valley" di Luca Ciarrocca lo ritrae come un uomo mosso da una visione politica ben definita: primo tra i magnati tech a rompere il consenso progressista della valle per sostenere Donald Trump, descritto come un genio degli scacchi ossessionato dalle dinamiche fra libertà e potere, determinato a superare i limiti biologici dell'umanità. Per Thiel, la politica convenzionale rappresenta un ostacolo al vero progresso tecnologico e dovrebbe essere gradualmente sostituita da forme di governo tecnocratiche.
Durante l'evento romano, Thiel ha subito chiarito la sua posizione: "Trump non è popolare qui, ma io non condivido questo parere". Ha proseguito sostenendo che il mondo non si trova sull'orlo della Terza Guerra Mondiale, bensì nel mezzo di una Seconda Guerra Fredda, con Stati Uniti e Cina come protagonisti principali. Ha citato Papa Benedetto XVI e il filosofo russo Vladimir Solovev, autore del saggio "Il racconto dell'Anticristo". Durante il dibattito, ha affermato che i governi devono prioritizzare gli investimenti sulla natalità, riprendendo una tesi cara anche a Elon Musk.
La conferenza è proseguita per circa due ore con luci soffuse mentre Thiel parlava dal leggio. Pur essendo stato inizialmente vietato l'uso di smartphone e dispositivi di registrazione, i partecipanti hanno infine potuto mantenere i propri telefoni. Uno dei suoi insegnamenti più celebri sintetizza la sua visione del presente: "Ci promettevano auto volanti, ci hanno dato i 140 caratteri", una critica alla direzione presa dall'innovazione tecnologica negli ultimi decenni. La questione centrale rimane sospesa: l'identità dell'Anticristo sarà rivelata solo nell'ultimo appuntamento della serie di lezioni romane.
Thiel rappresenta un punto di convergenza ideologico fra la destra tecnologista americana e una certa visione della modernità che vede nella politica tradizionale un freno al progresso umano. La sua presenza a Roma, in un contesto dichiaratamente religioso con studenti di teologia, suggerisce un tentativo di connettere il pensiero tecnocratico con questioni di ordine spirituale e morale, ampliando il suo raggio d'influenza oltre i confini della Silicon Valley.