Una pagina considerata dispersa del Palinsesto di Archimede è riemersa dopo secoli nelle collezioni del Musée des Beaux-Arts di Blois, in Francia. A riconoscerla sono stati gli esperti del Centre National de la Recherche Scientifique francese, che hanno concluso l'identificazione confrontando il ritrovamento con le fotografie storiche scattate nel 1906 dal danese Johan Ludvig Heiberg e conservate presso la Royal Danish Library. Il foglio in questione costituisce inequivocabilmente la pagina numero 123 del manoscritto originale.
Il documento, realizzato intorno alla metà del X secolo a Costantinopoli, contiene passaggi fondamentali del trattato archimedeo intitolato "Sulla sfera e il cilindro", accompagnati da schemi geometrici di straordinario valore scientifico. Tuttavia, il testo primitivo rimane occultato da una sovrascrizione religiosa, risalente all'epoca medievale. Si tratta di una pratica diffusa tra i monaci dei conventi, i quali, affrontando il costo proibitivo della pergamena ricavata dalla pelle di capra, procedevano a raschiare e lavare i fogli per riutilizzarli. I testi scientifici, spesso incomprensibili per le comunità monastiche, venivano cancellati a favore di contenuti spirituali, trasformando così il codice in un palinsesto, ossia un manufatto in cui la scrittura recente cela quella precedente.
La storia del manoscritto risale al violento saccheggio di Costantinopoli perpetrato dai Crociati nel 1204. A seguito di questo evento traumatico, il volume fu trasferito presso un monastero nel deserto della Giudea, dove subì le trasformazioni descritte. Nel XX secolo, la sua traiettoria si complica ulteriormente: negli anni Trenta, il palinsesto entrò nella collezione del mercante parigino Salomon Guerson, il quale tentò di intensificare il valore del pezzo aggiungendo miniature medievali fittizie, una pratica fraudolenta interrotta da un tentativo di vendita fallito nel 1932. Il verso del foglio appena scoperto reca effettivamente un'illustrazione del profeta Daniele, probabilmente risalente al secolo scorso e frutto di questo intervento opportunistico.
Archimede, matematico e fisico della Sicilia greca del terzo secolo avanti Cristo, è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi intelletti dell'antichità. Le sue scoperte spaziano dalla vite d'Archimede al principio di galleggiamento, fino alla leggendaria costruzione dello specchio ustorio. La maggior parte dei suoi insegnamenti ci è pervenuta unicamente tramite questo palinsesto, rendendo qualsiasi frammento ritrovato di incalcolabile importanza per la ricostruzione della storia scientifica occidentale.
L'identificazione del foglio apre prospettive stimolanti per il futuro. Il CNRS ha manifestato l'intenzione di avviare una nuova e completa revisione dell'intero palinsesto sfruttando le moderne tecnologie di imaging. Strumenti avanzati potrebbero consentire la lettura dei testi sottostanti senza arrecare danno al supporto fisico, permettendo così di recuperare ulteriori contenuti archimedei fino ad oggi invisibili. Questa scoperta rappresenta un passo significativo verso la piena comprensione del patrimonio intellettuale del mondo antico.