Un traguardo straordinario quello raggiunto da Amy Madigan alla 98ª cerimonia degli Oscar, andata in scena al Dolby Theatre di Los Angeles. L'attrice settantacinquenne ha vinto la statuetta come Miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in "Weapons", il film horror diretto da Zach Cregger. Si tratta di un momento storico nella sua carriera: la prima vittoria arriva a distanza di esattamente quarant'anni dalla sua precedente candidatura nel 1986 per "Twice in a Lifetime". La consegna del premio è stata effettuata da Zoe Saldaña, vincitrice dell'anno precedente.

Nel film horror, Madigan interpreta Zia Gladys, un personaggio enigmatico e inquietante che contribuisce in modo significativo all'atmosfera disturbante della pellicola. La sua interpretazione ha riscosso unanimi consensi dalla critica durante tutta la stagione cinematografica, guadagnandole già il Critics Choice Award e lo Screen Actors Guild Award prima di approdare all'agognata statuetta dorata.

Ma il vero momento indimenticabile della serata è stato il discorso di ringraziamento pronunciato direttamente dal palco. Madigan ha sorpreso e divertito il pubblico presente con un aneddoto disarmante sulla sua preparazione per la grande serata. "Ieri sotto la doccia riflettevo su cosa avrei potuto dire mentre mi depilavo le gambe... poi ho deciso di mettermi i pantaloni. Ho praticamente perso il mio tempo", ha affermato l'attrice, strappando una fragorosa risata alla platea con il suo pragmatismo ironico e la sua schiettezza fuori dagli schemi tipici delle cerimonie hollywoodiane.

Subito dopo questa battuta bonaria, il tono si è trasformato in qualcosa di più profondo e autentico. L'attrice ha voluto dedicare il riconoscimento al marito, l'affermato attore Ed Harris, presente in platea a sostenerla. I due sono sposati dal 1983 e hanno condiviso un percorso di vita insieme. "Molte persone mi hanno preso cura di me nel corso degli anni", ha dichiarato Madigan stringendo la statuetta tra le mani. "Ma la cosa veramente essenziale è il mio caro Ed. Nessuno di noi potrebbe essere se stesso senza l'altro", ha concluso, regalando al pubblico un momento di genuina tenerezza che ha bilanciato perfettamente l'ironia del suo precedente intervento.