L'Unione Europea non affronta una vera e propria carenza di forniture energetiche, ma rimane vulnerabile alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali. È quanto evidenziato da un commissario Ue, che ha voluto tranquillizzare il continente sottolineando come la situazione attuale sia significativamente migliore rispetto alla drammatica crisi energetica del 2022, quando il conflitto in Ucraina aveva mandato in tilt l'intero sistema europeo.

Secondo il funzionario comunitario, l'Europa oggi gode di una posizione di forza maggiore grazie a tre fattori decisivi: l'incremento della capacità di energie rinnovabili nel mix energetico, la strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento e soprattutto la riduzione della dipendenza dal gas naturale nella determinazione dei prezzi dell'elettricità. Quest'ultimo aspetto è cruciale, perché quando il gas smette di essere il "price maker" del mercato, la volatilità diminuisce drasticamente.

Nonostante gli elementi positivi, il commissario ha ammesso che gli effetti dei rialzi energetici globali continuano a farsi sentire sull'economia dell'Ue e sui cittadini europei. Per questo motivo, Bruxelles resta in allerta e si dice pronta a intervenire con misure di breve termine qualora la situazione dovesse deteriorarsi ulteriormente. L'obiettivo dichiarato è quello di mantenere la stabilità energetica continuando sulla strada intrapresa.

L'accelerazione della transizione verso le fonti rinnovabili emerge come la priorità assoluta della strategia comunitaria. Il commissario ha ribadito che l'Ue deve aumentare il ritmo della diffusione delle energie verdi per ridurre ancora di più la vulnerabilità ai shock esterni e consolidare l'indipendenza energetica del continente. Solo attraverso una corsa più veloce verso la sostenibilità, secondo Bruxelles, l'Europa potrà definitivamente superare i rischi legati alla volatilità dei mercati globali.