L'Unione Europea rimane vigile sul fronte energetico e si prepara a scenari ancora più critici. Durante i lavori del Consiglio Ue dedicato all'energia, il commissario Dan Jorgensen ha ribadito che Bruxelles non intende limitarsi al monitoraggio della situazione attuale, ma sta già pianificando misure di intervento rapido che possano sostenere gli Stati membri qualora il quadro dovesse deteriorarsi.
Le tensioni geopolitiche nel Medio Oriente hanno riacceso i timori sui mercati energetici globali. Tuttavia, Jorgensen ha voluto tranquillizzare precisando che il blocco europeo non dipende in maniera significativa dal petrolio e dal gas provenienti da quella regione geografica. La vulnerabilità dell'Europa non risiede quindi nella sicurezza dell'approvvigionamento, ma nella volatilità dei prezzi sui mercati internazionali.
Questa distinzione è rilevante: mentre altre aree geografiche potrebbero affrontare veri e propri problemi di disponibilità delle risorse, l'Europa rischia soprattutto di subire rincari che potrebbero gravare sui bilanci delle famiglie e delle imprese. La strategia comunitaria si concentra dunque su due fronti paralleli: da un lato garantire la continuità negli approvvigionamenti attraverso diversificazione e partnership strategiche, dall'altro predisporre misure di contenimento dei costi per proteggere i cittadini e le economie nazionali da shock improvvisi.
La prudenza manifestata da Jorgensen al Consiglio Energia sottolinea come Bruxelles stia adottando un approccio preventivo: meglio avere strumenti pronti all'uso che trovarsi impreparati di fronte a un'escalation. Le misure a breve termine cui fa riferimento il commissario rappresentano il piano B di cui l'Ue intende dotarsi per affrontare eventuali turbolenze nei mercati energetici europei.