Il viceministro degli Affari esteri Edmondo Cirielli ha confermato di aver incontrato l'ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov in un'occasione risalente a diversi mesi fa. La notizia, inizialmente riportata dal Corriere della Sera, ha suscitato polemiche perché il vertice sarebbe avvenuto al di fuori della sede della Farnesina e senza il pieno coordinamento governativo, generando imbarazzo e disapprovazione presso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Secondo il racconto dello stesso Cirielli, il colloquio rientrerebbe nella prassi ordinaria della diplomazia: i viceministri incontrano regolarmente gli ambasciatori di nazioni con cui le relazioni risultano complicate, al fine di evitare un coinvolgimento diretto del ministro nelle questioni più delicate. Il viceministro ha respinto le ricostruzioni giornalistiche definendole prive di qualsiasi fondamento, sostenendo che la Farnesina era al corrente dell'incontro e che nulla di anomalo si era verificato.

La sinistra non ha tardato a sollevare critiche pesanti. Il senatore del Pd Filippo Sensi ha richiesto le dimissioni di Cirielli sui social, affermando che un incontro di questa portata con il diplomatico russo costituirebbe un segnale di pericolosa vicinanza a Mosca, trasformando l'Italia nel governo più filorusso d'Europa insieme a quello ungherese. Il tono della protesta è stato ancora più duro per Italia Viva: il senatore Enrico Borghi, vicepresidente del partito renziano, ha sottolineato come sia particolarmente sconcertante che l'iniziativa provenga da un esponente di spicco di Fratelli d'Italia anziché dalla Lega, il partito tradizionalmente più vicino a Putin.

Borghi ha evidenziato le implicazioni politiche dell'accaduto: a quattro anni dall'invasione russa dell'Ucraina del febbraio 2022, qualsiasi riapertura formale di canali con Mosca rappresenterebbe un fatto di rilevanza straordinaria. Il fatto che ciò avvenga per mezzo di un esponente di primo piano del partito della premier, piuttosto che della Lega, complica ulteriormente la situazione e solleva interrogativi sulla coerenza della linea governativa. Per questa ragione, Italia Viva ha annunciato l'intenzione di presentare un'interrogazione parlamentare in aula per ottenere chiarimenti sulle motivazioni e gli obiettivi dell'incontro.

La vicenda pone in luce le tensioni interne alla maggioranza di governo riguardo alla politica estera verso la Russia, con l'opposizione che cerca di capitalizzare il malcontento della premier. Il governo rimane diviso tra la necessità di mantenere l'unità della coalizione atlantica e atlantista e le spinte provenienti da settori interni che guardano con interesse a una possibile normalizzazione con Mosca.