Il pubblico ministero Ardituro solleva dubbi significativi sulla riforma costituzionale sottoposta al vaglio referendario, sostenendo che l'alterazione degli equilibri tra i poteri dello Stato comporterebbe conseguenze rilevanti per l'indipendenza della magistratura. Secondo il magistrato, cambiamenti di questa portata potrebbero compromettere la capacità del sistema giudiziario di operare efficacemente nei confronti della criminalità organizzata e dei fenomeni corruttivi che attraversano le istituzioni pubbliche.

L'avvertimento di Ardituro tocca un tema cruciale nel dibattito costituzionale: il ruolo e l'autonomia del potere giudiziario all'interno dell'architettura istituzionale. Il magistrato evidenzia come il sistema attuale, fondato su un delicato equilibrio tra i tre poteri costituzionali, rappresenti uno strumento essenziale per mantenere la magistratura indipendente e capace di contrastare fenomeni criminali e corruttivi che trovano spesso protezione negli ambienti dell'amministrazione pubblica e della ricchezza concentrata.

La posizione del pm si inserisce nel dibattito più ampio che precede il referendum, con diversi esponenti del mondo istituzionale che esprimono preoccupazioni relative alle modifiche proposte. Ardituro argomenta che un indebolimento della magistratura, conseguente a riassetti costituzionali non adeguatamente ponderati, potrebbe ridurre l'efficacia nell'azione contro la mafia e altre forme di corruzione sistemica che interessano i vertici dello Stato e gli ambienti economici più influenti.

La questione solleva interrogativi fondamentali sulla struttura del potere giudiziario e sulla sua indipendenza, elementi ritenuti strategici per la democrazia e la lotta alla criminalità. Gli esperti e i magistrati che condividono questa prospettiva sostengono che l'equilibrio costituzionale attuale, malgrado i suoi difetti, rappresenta una tutela contro possibili abusi da parte dei poteri esecutivo e legislativo, oltre a garantire un argine significativo contro l'infiltrazione di fenomeni criminali nelle istituzioni.