Il ministro degli Esteri della Germania Johann Wadephul ha voluto chiarire la posizione della sua delegazione dopo le inchieste giornalistiche che hanno messo in luce una possibile convergenza tra il Partito Popolare Europeo e l'Alternativa per la Germania sulla stretta migratoria a Bruxelles. Intervenendo al Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea, Wadephul ha ritenuto opportuno sottolineare come qualsiasi apparenza di intesa con il partito di estrema destra vada assolutamente evitata.

"Dal punto di vista dei contenuti, ritengo che quanto deliberato al Parlamento europeo sia completamente appropriato", ha dichiarato il ministro tedesco. "Tuttavia è fondamentale evitare qualunque forma di collaborazione con l'AfD. Sono fiducioso che questo tema sarà affrontato adeguatamente nei vertici del Ppe", ha aggiunto, dando così il segnale che la questione verrà affrontata negli organismi dirigenti del raggruppamento conservatore europeo.

Le dichiarazioni arrivano dopo che l'agenzia stampa Dpa ha rivelato, nel fine settimana, uno stretto coordinamento tra il Ppe e l'AfD sulla questione migratoria nel corso dei negoziati bruxellesi. Una dinamica che mette in discussione il cosiddetto cordone sanitario che sia la Cdu-Csu tedesca che il Ppe europeo hanno sempre rivendicato di mantenere nei confronti delle forze di estrema destra.

Wadephul ha inoltre sollevato un altro aspetto critico del dossier migratorio: l'assenza dei Socialdemocratici dal Parlamento europeo in queste trattative. Secondo il ministro, ciò contrasta nettamente con gli accordi sottoscritti a Berlino, dove probabilmente era prevista una partecipazione più ampia e trasversale. Nonostante queste criticità procedurali, Wadephul ha confermato che il risultato politico raggiunto rimane comunque positivo e coerente con gli obiettivi europei sulla migrazione.