La vicenda della "famiglia nel bosco" continua a generare scontri legali e decisioni amministrative significative. Il Comune di Palmoli ha messo a disposizione, completamente arredata e gratuitamente, un'abitazione dove i tre minori potranno ricongiungersi con i genitori sotto il controllo dei servizi sociali. La struttura, ubicata in prossimità dell'impianto sportivo locale, dispone di due camere da letto, bagno, cucina e uno spazio dedicato ai giochi. Un gesto di accoglienza che arriva mentre i bambini rimangono attualmente ospiti in una comunità a Vasto dal 20 novembre 2025.
Per garantire questa accoglienza, l'amministrazione comunale ha già movimentato risorse significative dal bilancio: 10.248 euro per coprire novembre e dicembre, seguiti da ulteriori 14.396 euro per gennaio e febbraio, per un totale di oltre 24mila euro. L'accordo con la struttura di accoglienza resta in vigore fino al 30 giugno, sulla base delle somme già stanziate. Una decisione che sottolinea l'impegno dell'ente locale nel supportare una situazione familiare particolarmente complessa.
Parallela alla preparazione della casa avanza però una battaglia legale tra gli attori della vicenda. L'assistente sociale Veruska D'Angelo ha presentato denuncia per violenza privata nei confronti dei difensori dei genitori, gli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella. Secondo la segnalazione, i legali l'avrebbero aggredita verbalmente il 6 marzo scorso, giorno in cui è stato disposto l'allontanamento della madre dalla comunità dove stava soggiornando.
Dalla parte opposta, lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, ha replicato con pesanti critiche all'operato dell'assistente sociale, affermando che avrebbe violato ben undici articoli del Codice deontologico professionale. Secondo Cantelmi, queste violazioni avrebbero causato danni significativi alla famiglia e ai suoi componenti, configurando una possibile responsabilità civile per inadempienza e mancanza di diligenza professionale.
La questione ha attirato l'attenzione anche della politica nazionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta criticando duramente le decisioni giurisdizionali, accusando i magistrati di aver scelto il tempismo dell'allontanamento in concomitanza con la campagna referendaria sulla riforma della giustizia, una mossa che a suo dire avrebbe introdotto considerazioni politiche in una materia che dovrebbe restare puramente amministrativa e giuridica. La controversia rimane quindi su più livelli: amministrativo, legale e pubblico.