Una nuova puntata di Domenica In si è trasformata in un momento di imbarazzo televisivo. Protagonista della scena il comico e presentatore Teo Mammuccari, che ha deciso di accogliere Peppe Iodice con una serie di osservazioni poco gentili. Iodice era presente nello studio di Mara Venier per promuovere il suo ultimo progetto cinematografico, "Mi batte il corazon", in programmazione nelle sale a partire dal 19 marzo.

Mammuccari non ha risparmiato critiche dirette al collega, alternando giudizi pesanti su una presumibile scarsa qualità del film e suggerimenti per abbreviare l'intervista. "Abbiamo ospiti più importanti, tre minuti e lo cacciamo via. Guarda, il film è imbarazzante: primo motivo non fa ridere, secondo abbiamo altri ospiti, terzo lo mandiamo via", ha dichiarato con tono provocatorio. Un'osservazione particolarmente bizzarra dato che poco dopo ha ammesso di non aver nemmeno visionato l'opera. Successivamente ha aggiunto: "Abbiamo Pino Strabioli, non sprechiamo tempo. Due domande e via".

La conduttrice Venier ha cercato di staccarsi dall'atmosfera sgradevole con un commento secco: "Ma non sei carino". Nonostante l'intervista sia proseguita, Mammuccari ha colto l'occasione per una ulteriore frecciatina sulla distribuzione cinematografica. Quando Iodice ha spiegato che il 19 marzo rappresenta una data significativa per la festa del papà e per san Giuseppe, Mammuccari ha replicato sottolineando che il film verrebbe ritirato dalle sale il 21 marzo, dunque rimasto in programmazione per soli due giorni.

Iodice ha gestito la situazione con eleganza e autoironia, invitando Mammuccari a chiarire che stesse scherzando, per evitare che il pubblico napoletano potesse interpretare l'episodio come un vero conflitto personale. Il momento ha raggiunto il culmine quando gli autori hanno mostrato a Mammuccari una lavagnetta contenente istruzioni diverse da quelle che stava seguendo, rivelando una certa confusione dietro le quinte.

Vernier ha concluso il segmento con una battuta che sintetizzava perfettamente il caos del momento: "Non urlate così, mi fischiano le orecchie... No, non è colpa vostra, ho gli acufeni". Rimane aperto il dibattito se si sia trattato di uno scherzo coordinato con la regia o di un'improvvisazione andata storta.