Un'altra pagina buia si aggiunge al capitolo già drammatico della vita di Mohamed Al Fayed. Secondo quanto riportato dal Sunday Times, una donna che si identifica con lo pseudonimo Natalie ha accusato il defunto imprenditore egiziano di averla aggredita sessualmente nel 1997. La testimonianza emerge nel contesto più ampio delle indagini che stanno ridefinendo l'eredità del miliardario nel Regno Unito, un Paese che gli ha sempre negato la cittadinanza malgrado i suoi massicci investimenti nella cultura britannica a partire dagli anni Ottanta.
Secondo il racconto della donna, il magnate Jeffrey Epstein l'avrebbe contattata quando aveva diciassette anni, inserendola nei suoi traffici di minori. Due anni dopo, nel 1997, Epstein l'avrebbe spedita direttamente ad Al Fayed. Natalie sostiene di essere stata invitata a bordo del Jonikal, il lussuoso superyacht del proprietario di Harrods, nelle acque di Saint Tropez sulla Costa Azzurra francese. Proprio su quella stessa imbarcazione furono fotografati la principessa Diana e Dodi Al Fayed, figlio del magnate, solo alcuni giorni prima del tragico incidente mortale nel tunnel dell'Alma a Parigi.
La vittima ha descritto Al Fayed come un uomo molto più anziano, che avrebbe cercato di convincerla a fare «cose nuove» insieme. Secondo il suo racconto, il magnate non le avrebbe permesso di abbandonare lo yacht fino al momento dell'attracco, momento in cui avrebbe abusato sessualmente di lei. Natalie ha confessato ai giornalisti di essersi progressivamente abituata a questo tipo di trattamento durante gli anni in cui è stata vittima di sfruttamento.
L'identificazione del suo aggressore è arrivata solo di recente, quando la donna ha visto notizie su Al Fayed online lo scorso novembre, circa un anno dopo la morte del magnate nel 2023. Provenendo da un Paese dove il defunto imprenditore non era una figura pubblica nota, aveva impiegato decenni per collegare il viso del suo aggressore al nome che ora domina i titoli internazionali. La sua testimonianza risulta particolarmente significativa considerando che Al Fayed non compare nei documenti ufficiali rilasciati dal Dipartimento di Giustizia americano relativi al caso Epstein.
La rivelazione arriva mentre il Regno Unito sta facendo i conti con un'inchiesta della BBC che, a un anno dalla scomparsa di Al Fayed, ha portato alla luce oltre centocinquanta denunce di abusi sessuali ai suoi danni. Molte provengono da ex dipendenti di Harrods, i celebri grandi magazzini londinesi di lusso che erano il simbolo della sua potenza economica fino al 2010. Gli investigatori e gli inquirenti lo descrivono oggi come un «predatore seriale» che avrebbe sfruttato il potere derivante dalle sue imprese per molestare chi lavorava sotto il suo controllo.