Quella zia che fa commenti fuori luogo alle cene di famiglia o l'amico che chiama solo per lamentarsi non sono fastidiosi soltanto dal punto di vista emotivo. Secondo una ricerca condotta dalla New York University e pubblicata sulla rivista scientifica Pnas, questi legami problematici hanno un impatto concreto sulla nostra biologia, accelerando letteralmente il processo di invecchiamento cellulare.

I ricercatori hanno voluto indagare come lo stress derivante dalle relazioni personali difficili influisca sul nostro corpo allo stesso modo di altri fattori di stress cronico riconosciuti. Lo studio ha coinvolto partecipanti ai quali è stato chiesto di elencare le persone con cui trascorrevano tempo regolarmente, discutevano di argomenti personali o che influenzavano le loro scelte di salute. Elemento fondamentale della ricerca: i partecipanti dovevano anche identificare eventuali "disturbatori" nella loro rete sociale, persone cioè che causavano loro stress frequente e rendevano la vita più complicata.

I dati raccolti sono significativi: quasi il 30% dei partecipanti aveva almeno una persona problematica nella propria cerchia sociale, mentre il 10% ne segnalava almeno due. Per misurare l'invecchiamento biologico effettivo, gli scienziati hanno analizzato campioni di saliva utilizzando due parametri specifici: uno che confronta l'età biologica con l'età anagrafica, e un altro che calcola la velocità attuale dell'invecchiamento. I risultati hanno sorpreso gli esperti: la sola presenza di un individuo difficile nel proprio network è associata a un'età biologica superiore di circa 9 mesi rispetto agli anni effettivi. In altre parole, il nostro "contachilometri biologico" corre più velocemente del calendario.

Ma c'è di più. Ogni persona che causa problemi costanti nella propria vita aumenta il ritmo dell'invecchiamento biologico dell'1,5%. Sebbene possa sembrare una percentuale modesta, l'effetto cumulativo nel tempo risulta significativo. La ricerca conferma ciò che molti hanno sempre intuito intuitivamente: le relazioni umane non sono neutre dal punto di vista sanitario. Quelle positive ci mantengono giovani, mentre quelle negative consumano letteralmente le nostre cellule, accelerando il passare degli anni biologici indipendentemente da quanti compleanni effettivamente celebriamo.

Questi risultati potrebbero avere implicazioni importanti per la medicina preventiva e la gestione della salute. Se è vero che le relazioni tossiche invecchiano, potrebbe essere altrettanto vero che scegliere consapevolmente di limitare il tempo con persone difficili o di rafforzare i legami positivi potrebbe rappresentare una strategia concreta per mantenersi più giovani, sani e vitali nel corso della vita.