Luciano Casolari, medico psicoanalista con quarant'anni di carriera, si trovava bloccato all'aeroporto di Dubai con sua moglie quando i voli furono sospesi durante lo scoppio di un conflitto. In quella situazione di stallo, una coppia di trentenni e un ragazzo più giovane si sono avvicinati ai due coniugi, mettendosi a loro disposizione per trovare una soluzione. Dopo sei ore di ricerca intensiva su Internet, il giovane è riuscito a scovare rotte alternative che hanno permesso ai Casolari di rientrare in Italia, pur con scali aggiuntivi.

Quell'esperienza ha spinto lo specialista a riflettere profondamente sul concetto tradizionale di Angelo custode: entità sovrannaturale che, secondo la dottrina cristiana, accompagna e guida ogni persona con discrezione, senza manifestarsi apertamente. Casolari ha notato come i tre sconosciuti abbiano agito proprio secondo questa logica, colmando le lacune informative, tecnologiche e linguistiche della coppia senza imporre nulla, ma offrendo semplicemente un supporto concreto.

Da una prospettiva psicologica, l'esperto sottolinea come la dipendenza da figure di sostegno sia inscritta nel nostro patrimonio evolutivo. A differenza di molti animali, gli esseri umani nascono estremamente vulnerabili e necessitano di assistenza prolungata, non solo dai genitori ma da una rete complessa di figure: medici, insegnanti, amici. Questa fragilità originaria genera un bisogno inconscio di affidarsi agli altri, fattore che ha guidato lo sviluppo delle società civili. I bambini incarnano naturalmente questa apertura fiduciosa, mentre molti adulti si rinchiudono in un isolamento esistenziale alimentato da delusioni e traumi accumulati nel tempo.

Casolari, che ha dedicato la sua carriera a svolgere il ruolo di Angelo custode nei confronti dei propri pazienti, evidenzia un paradosso frequente: numerose persone incontrano potenziali salvatori lungo il percorso di vita, ma non li riconoscono o rifiutano il loro intervento. Nel corso dei decenni di pratica medica, ha visto malati chiusi nel loro dolore rifiutare esplicitamente la mano tesa verso di loro.

Il messaggio conclusivo dell'articolo invita a coltivare consapevolezza: imparare a distinguere le persone benigne da quelle maligne che popolano il nostro ambiente, soprattutto fra coloro che detengono posizioni di potere. L'auspicio è che ogni individuo sviluppi la capacità di riconoscere e accogliere sinceramente l'aiuto genuino quando si presenta, riacquistando quella fiducia nella bontà umana spesso smarrita nell'età adulta.