Un'accusa di scorrettezza nella copertura mediatica arriva dal comitato promotore della campagna referendaria oppositiva, che ha presentato una segnalazione all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Secondo la denuncia, la rete Mediaset avrebbe tentato di aggirare gli obblighi di par condicio trasmettendo i servizi favorevoli alla loro posizione negli orari principali, mentre relegando i contenuti relativi alle ragioni contrarie a slot notturni, quando il numero di telespettatori precipita drasticamente.

La strategia denunciata rappresenterebbe un tentativo di bilanciare formalmente il tempo complessivo dedicato alle due posizioni, mantenendo però un vantaggio sostanziale nella visibilità e nell'impatto sugli spettatori. Trasmettere servizi critici durante la notte, quando la platea televisiva è ridotta a pochi insomni, consentirebbe teoricamente di rispettare i vincoli normativi senza rinunciare al vantaggio pratico di una comunicazione più efficace e visibile.

L'Agcom dovrà ora valutare se la distribuzione oraria dei contenuti sia stata effettivamente utilizzata come strumento per eludere il principio della par condicio, che rappresenta uno dei pilastri della regolamentazione radiotelevisiva italiana. La questione tocca un nodo delicato della governance mediatica: non basta distribuire il tempo equamente se la qualità della trasmissione e la raggiunte dell'audience vengono artificialmente differenziate.

La denuncia del comitato del no punta a dimostrare che la par condicio non può limitarsi a un conteggio meramente quantitativo, ma deve considerare l'effettiva capacità di raggiungere il pubblico. In caso di accertamento delle irregolarità, potrebbero scattare provvedimenti dell'autorità contro la rete televisiva, che già nei mesi precedenti era stata al centro di altre polemiche sulla copertura equilibrata delle campagne referendarie.