Un errore banale, ma fatale per chi lavora nell'ombra. Denis Alimov, quarantaduenne veterano dell'Fsb con alle spalle una carriera nella celebre unità Alfa, è stato arrestato a Bogotá il 24 febbraio scorso nel momento stesso in cui metteva piede in Colombia. Ad attendere l'agente russo gli uomini della polizia colombiana, allertati dall'Interpol su segnalazione dei procuratori federali di New York. L'accusa è gravissima: aver coordinato operazioni di sequestro e omicidio contro oppositori ceceni in esilio europeo, con taglie fissate a un milione e mezzo di dollari per ogni bersaglio.

Secondo l'inchiesta condotta da The Insider, Alimov era divenuto dal 2023 uno dei volti del Center 795, sigla che nasconde un'entità militare ancora più segreta della già misteriosa Unità 29155 del GRU. Questa struttura era stata costituita ufficialmente nel dicembre 2022 con la designazione Military Unit 75127, nata dalla necessità di Mosca di creare un nuovo compartimento stagno dopo i ripetuti fallimenti che avevano caratterizzato le operazioni estere russe negli ultimi anni. Il centro operativo è localizzato nei pressi di Patriot Park, alle porte della capitale russa, mentre il personale risulta ufficialmente assunto dalla Kalashnikov Concern, il colosso dell'industria armiera russa, e le attività di addestramento vengono presentate come prove relative a nuovi sistemi d'arma.

La nascita del Center 795 rappresenta una risposta organizzativa ai numerosi scandali che avevano colpito l'Unità 29155 del GRU: da Salisbury al Montenegro, una cascata di operazioni smantellate, nomi di agenti esposti, passaporti tracciabili fino a filiere ben definite. Mosca non poteva permettersi di perdere il personale addestrato, ma aveva necessità di una struttura più moderna, più compartimentata e apparentemente inviolabile. La nuova unità risponde direttamente ai vertici militari russi e, secondo le fonti dell'indagine, ha ricevuto sostegno da Andrei Bokarev, imprenditore con interessi nel settore della difesa, in un reticolo che coinvolge anche Rostec e il suo amministratore Sergei Chemezov. Se inizialmente il mandato era orientato al supporto della campagna bellica in Ucraina, il raggio d'azione si è progressivamente allargato fino a includervi anche la ricerca e l'eliminazione di dissidenti all'estero.

Ciò che ha portato al tracollo di Alimov è stato, con una certa ironia, uno strumento innocuo come un traduttore online. Un errore nel ricorso a servizi di traduzione digitale ha lasciato tracce sufficienti a permettere alle agenzie investigative occidentali di collegare l'agente alle operazioni del Center 795 e di lanciare l'allerta internazionale. Un dettaglio banale che ha infranto la corazza di segretezza che Mosca aveva costruito con tanta cura. Il caso solleva interrogativi sulla vulnerabilità anche delle strutture più protette quando i singoli individui commettono negligenze elementari nel campo della sicurezza informatica e della compartimentazione operativa.