Negli ultimi giorni della corsa agli Oscar 2026 ha preso piede un racconto affascinante quanto errato: Timothée Chalamet, candidato nella categoria miglior attore, avrebbe sciupato le proprie chances a causa di alcune considerazioni poco felici sui mondi dell'opera lirica e della danza contemporanea. La narrazione ha trovato terreno fertile sui social network e nei siti di intrattenimento, con molti che l'hanno indicata come possibile responsabile della sua eliminazione dalla gara. Tuttavia, questo racconto costruito a posteriori non regge a un confronto con i fatti concreti del calendario e delle procedure di voto dell'Academy.
I numeri dicono qualcosa di molto diverso. Il processo elettorale della 98ª edizione dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences si è svolto tra il 26 febbraio e il 5 marzo 2026, con chiusura definitiva prevista alle 17 della costa occidentale americana. Trascorso questo termine, le schede vengono archiviate e non è più possibile apportare alcuna modifica ai risultati già registrati. Questo meccanismo è cruciale per smontare la narrazione della "sconfitta dovuta alla polemica".
Le frasi che hanno scatenato le polemiche risalgono al 24 febbraio, quando Chalamet si è espresso in una conversazione pubblica con Matthew McConaughey. In quell'occasione aveva commentato il panorama delle arti performative, dichiarando di non essere interessato a progetti che lo vedessero lavorare in ambiti come opera o balletto, settori dove—secondo lui—si trattava di "mantenere in vita qualcosa di cui più nessuno si importa", pur aggiungendo successivamente una considerazione rispettosa verso i professionisti di quei campi. Al momento della dichiarazione, però, tutto passò inosservato. La tempesta mediatica scoppiò solamente tra il 6 e il 9 marzo, quando il video della conversazione iniziò a circolare massiccemente nelle piattaforme digitali e i principali media internazionali lo ripresero. Traducendo: la controversia divenne oggetto di dibattito pubblico quando i voti dell'Academy erano già stati raccolti e sigillati.
C'è un ulteriore elemento che rafforza questa conclusione. All'interno della finestra di votazione di dieci giorni, gli iscritti all'Academy non attendono l'ultimo momento per compilare il proprio modulo elettronico. Una porzione significativa del corpo votante esprime la propria preferenza nel corso dei primissimi giorni disponibili. Di conseguenza, nel momento in cui il clamore mediatico ha raggiunto il suo picco, una quantità rilevante di voti era già stata contabilizzata e non poteva più essere modificata. Michael B. Jordan si è infine aggiudicato il premio nella categoria miglior attore, scavalcando altri candidati di spicco tra cui Leonardo DiCaprio.