Nella notte scorsa, un grosso albero è crollato all'interno della corte del Liceo Orazio, nella capitale. L'impatto è stato violento: la pianta ha abbattuto una finestra e si è introdotta direttamente dentro una delle aule della struttura di via Spegazzini. Un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi se fosse accaduto durante le ore scolastiche.

Ma ciò che ha scosso maggiormente gli studenti è stata la decisione della dirigenza di permettere comunque l'accesso alla scuola questa mattina. Mentre i vigili del fuoco erano ancora sul posto per effettuare i controlli di sicurezza post-incidente, gli alunni sono entrati regolarmente negli spazi dell'istituto per seguire le lezioni. Una scelta che ha fatto storcere il naso a molti.

Durante le verifiche tecniche, inoltre, sono emerse altre problematiche strutturali significative all'interno della scuola, che si aggiungono al danno causato dal cedimento dell'albero. Questi risultati hanno confermato i dubbi che circolavano sulla solidità della struttura.

"Non è tollerabile" dichiara David Colautti, coordinatore dell'Unione degli studenti nel capoluogo laziale. "Fare entrare ragazze e ragazzi in un edificio scolastico mentre proseguono le verifiche di incolumità dopo un crollo è inaccettabile. Il fatto che sia successo dimostra il completo disinteresse delle istituzioni verso la manutenzione del patrimonio scolastico cittadino."

L'episodio torna a illuminare un problema ormai cronico nella Capitale: numerose scuole romane soffrono di carenze strutturali e mancanza di spazi adeguati. Secondo l'organizzazione studentesca, garantire il diritto all'istruzione non significa solo fornire insegnamenti, ma anche assicurare ambienti sicuri dove imparare. Una lezione che Roma, evidentemente, deve ancora imparare.