Jill Cooper, volto noto della divulgazione sul benessere e allenatrice personale, si avvicina ai sessant'anni con una filosofia che rovescia il concetto tradizionale di lotta all'invecchiamento. In un'intervista rilasciata a Cook per il Corriere della Sera, la professionista americana che vive nel nostro Paese da quattro decenni ha spiegato come il suo approccio non miri a negare il passare del tempo, bensì a gestirlo consapevolmente, preservando sia le capacità fisiche che cognitive.

«Da quando avevo ventisette anni lavoro sul tema dell'anti-invecchiamento, e pratico personalmente ciò che insegno da tre decenni», ha dichiarato Cooper, nata nel 1968. «Certo, man mano che ci si avvicina ai sessanta, le persone osservano sempre più il mio aspetto. Non è che non invecchio: semplicemente cerco di procedere più lentamente nel deterioramento. E questo è possibile soltanto impegnandosi ogni giorno per sé stessi».

Secondo la trainer, il fulcro di questo approccio risiede nella regolarità costante piuttosto che negli sforzi sporadici. Una routine breve ma quotidiana si rivela infinitamente più efficace rispetto a sessioni lunghe praticate saltuariamente. «Quindici minuti di attività motoria dal lunedì alla domenica producono risultati superiori a un'ora di palestra due volte a settimana», precisa. Questo non accade per magia, ma perché il corpo gradualmente si abitua al ritmo, trasformando l'esercizio da obbligo in esigenza naturale. La stessa logica si applica all'alimentazione equilibrata quotidiana, che allinea il benessere fisico con quello mentale.

Cooper nutre inoltre perplessità marcate verso i regimi alimentari restrittivi tradizionali. «Le diete non le apprezzo affatto. Per loro intrinseca natura iniziano e terminano, come parentesi artificiali inserite nella vita», osserva. «Si restringe, si controlla, il peso scende. Però il corpo si adatta abbassando il metabolismo basale per proteggersi, e al ritorno all'alimentazione abituale i chili tornano frequentemente con gli interessi. È semplicemente fisiologia, non una questione di forza di volontà».

La specialista propone invece un modello alternativo basato sulla stagionalità e sulla filiera corta. La primavera, per esempio, offre naturalmente alimenti come carciofi, tarassaco e cardo mariano, vegetali amari che sostengono il fegato proprio nel periodo in cui questo organo raggiunge il picco della sua attività disintossicante dopo l'inverno. «La natura possiede una logica straordinaria. In ogni stagione fornisce esattamente ciò di cui abbiamo bisogno», sottolinea Cooper. Questo approccio consente di mantenere un'alimentazione consapevole senza cadere nella trappola dei regimi rigidi, trasformando ogni scelta nutrizionale in parte integrante di uno stile di vita sostenibile nel tempo.