Nel dibattito sulla Singolarità Tecnologica e sul possibile sorpasso dell'intelligenza artificiale sulla mente umana, si concentra l'attenzione su scenari affascinanti e inquietanti al contempo. Filosofi e tecnocrati discutono della coscienza delle macchine e delle sue implicazioni etiche, evocando quella sensazione di meraviglia e turbamento che il filosofo Kant definiva 'sublime'. Eppure, dietro questa cornice visionaria si cela una questione straordinariamente pragmatica che i grandi esperti stanno iniziando a non poter ignorare: non si tratta di algoritmi o morale, ma di kilowatt e bollette energetiche. Ogni interrogazione rivolta a un sistema di intelligenza artificiale accende migliaia di microchip dentro i data center sparsi nel globo, vaste infrastrutture controllate termicamente piene di server che rappresentano i veri muscoli computazionali di queste tecnologie.

Il problema energetico assume dimensioni colossali. Questi sofisticati sistemi e i loro impianti di raffreddamento manifestano un appetito energetico pressoché insaziabile. Le proiezioni attuali suggeriscono che il consumo elettrico attribuibile ai data center internazionali potrebbe equiparare il fabbisogno di un'intera economia sviluppata come il Giappone prima che arriviamo al 2030. Non è una semplice questione di costi economici: l'impatto ambientale è altrettanto preoccupante. L'addestramento di GPT-3 ha generato circa 550 tonnellate di anidride carbonica, un volume equivalente a seicento viaggi di andata e ritorno fra Parigi e New York. I modelli successivi? Richiedono dai dieci ai cento volte più energia ancora.

Qualora lo sviluppo dell'IA procedesse verso il cosiddetto 'miglioramento ricorsivo', ossia sistemi che progettano autonomamente versioni sempre più sofisticate di se stessi in un ciclo accelerato e apparentemente infinito, il fabbisogno energetico crescerebbe in modo esponenziale e potenzialmente incontrollabile. In uno scenario del genere, la vera Singolarità non rappresenterebbe soltanto un rischio filosofico o etico, ma potrebbe determinare un collasso energetico globale. Senza accesso a fonti di energia straordinariamente massicce, il progresso verso l'IA superintelligente potrebbe arrestarsi non per scelta consapevole dell'umanità, ma per semplice mancanza di corrente. L'ostacolo che nessuno aveva previsto potrebbe non essere la resistenza umana né le barriere tecniche, bensì la realtà fisica dei nostri sistemi energetici.