Giuseppe Conte ha lanciato un appello diretto al governo italiano affinché mantenga una posizione ferma e indipendente rispetto alla crescente tensione nel Golfo Persico. Durante una conferenza stampa tenuta a Sassari, il presidente del Movimento 5 Stelle ha ribadito la necessità di una risposta netta alle pressioni internazionali per un coinvolgimento militare italiano nelle operazioni nella regione dello Stretto di Hormuz.

La critica del leader pentastellato si concentra su due fronti simultanei. Da un lato, Conte accusa l'esecutivo di immobilismo rispetto alle conseguenze economiche della crisi internazionale, sottolineando come l'aumento delle accise sui carburanti deciso in precedenza risulti ancora più gravoso ora che i prezzi del petrolio hanno raggiunto livelli straordinari. Dall'altro, evidenzia l'assenza di misure governative per contenere il caro benzina che sta colpendo cittadini e imprese.

Sulla questione geopolitica, Conte è categorico: l'Italia deve rifiutare categoricamente di partecipare a operazioni militari nello Stretto di Hormuz e, soprattutto, non può mettere a disposizione le proprie installazioni militari per supportare le azioni intraprese da Stati Uniti e Israele. Secondo il pentastellato, questi interventi costituirebbero una violazione manifesta del diritto internazionale, e l'Italia non deve divenire complice attraverso il supporto logistico alle operazioni.

La presa di posizione di Conte riflette le tensioni in corso sulla politica estera italiana, con crescenti pressioni provenienti da alleati occidentali per un ruolo più attivo nella gestione della crisi mediorientale. Il leader 5 Stelle sostiene invece che la vera sovranità consista nella capacità di dire no e di perseguire una linea diplomatica autonoma, soprattutto quando in gioco vi sono questioni di principio relative al diritto internazionale e alla responsabilità nazionale nei conflitti altrui.