Una telefonata registrata alle 20:08 del 15 settembre 2025 potrebbe stravolgere completamente la ricostruzione della morte di Andrea Costantini, il 38enne deceduto nella cella frigorifera del supermercato dove lavorava a Termoli, in provincia di Campobasso. La scoperta emerge dall'analisi dei tabulati telefonici del giovane, resa nota dall'avvocato Piero Lorusso, che rappresenta i genitori della vittima. Questo dettaglio assume un'importanza cruciale perché si colloca ben tre ore dopo l'ultimo contatto lavorativo registrato e soltanto ventiquattro minuti prima dell'avvio delle ricerche ufficiali da parte dei colleghi.

Secondo la difesa della famiglia, il dato apre due scenari drasticamente diversi. Se Costantini fosse ancora vivo a quell'ora, significherebbe che il giovane tentò un ultimo disperato tentativo di chiedere aiuto, demolendo completamente la tesi sinora prevalente di un suicidio consumato nel pomeriggio. In questa ipotesi, l'intera cronologia temporale costruita finora crollerebbe. L'alternativa è ancora più inquietante: qualora il ragazzo fosse già deceduto a quell'orario, la chiamata indicherebbe che un'altra persona maneggiava il suo telefono all'interno del supermercato, suggerendo la possibilità di una manipolazione della scena e degli effetti personali della vittima.

L'avvocato Lorusso ha sottoposto alla Procura una richiesta formale: accertare con precisione l'orario effettivo del decesso mediante l'autopsia e identificare il destinatario di quella misteriosa telefonata. Inoltre, il legale ha evidenziato come la Procura non abbia ritenuto necessario sequestrare il cellulare o sottoporlo a perizia tecnica, una scelta che la difesa contesta fermamente. Per questa ragione, attraverso il legale della compagna della vittima, Paola Cecchi, la famiglia ha richiesto l'acquisizione volontaria dello smartphone per condurre autonomamente accertamenti tecnici.

La disponibilità della compagna di Costantini a consegnare il dispositivo rappresenta una finestra investigativa importante. Il telefono sarà ritirato nelle prossime ore per essere sottoposto a un'analisi approfondita che possa chiarire non soltanto il destinatario della chiamata, ma anche altri dettagli cruciali sulla sequenza dei fatti. La riapertura di questi interrogativi trasforma il caso da una vicenda apparentemente conclusa in un vero e proprio giallo giudiziario, dove la ricerca della verità si intreccia con importanti questioni processuali e con il diritto della famiglia a conoscere le reali circostanze della morte del congiunto.