La Regione Piemonte si prepara a diventare un banco di prova per le applicazioni dell'intelligenza artificiale in ambito amministrativo. Uno dei diciotto articoli della legge 'Semplifica Piemonte', illustrata questa mattina a Torino dal presidente Alberto Cirio e dall'assessore Gian Luca Vignale, prevede l'istituzione di "spazi di sperimentazione controllata" dove testare nuovi sistemi di IA in condizioni di massima sicurezza e sotto costante sorveglianza. La presentazione si è tenuta alla presenza dei ministri Zangrillo e Casellati, segnale del respiro nazionale dell'iniziativa.
Per avviare questi progetti pilota, l'amministrazione regionale avrà facoltà di sottoscrivere partnership con università, istituti di ricerca, enti pubblici e società partecipate. L'obiettivo dichiarato è valutare come l'intelligenza artificiale possa effettivamente contribuire a snellire i procedimenti burocratici e accelerare i processi decisionali della pubblica amministrazione, senza però sostituire le competenze umane già presenti negli uffici.
"L'intelligenza artificiale non poteva mancare da una legge di semplificazione," ha sottolineato Vignale, spiegando che la tecnologia rappresenta uno strumento di ausilio per i dipendenti pubblici, capace di alleggerire compiti particolarmente gravosi e complessi. Tuttavia, il legislatore regionale ha inteso circondare l'adozione dell'IA di garanzie stringenti per tutelare cittadini e imprese dagli eventuali rischi legati all'automazione decisionale.
Il testo normativo fissa quattro pilastri su cui deve poggiare qualsiasi implementazione di sistemi algoritmici. In primo luogo la trasparenza: i cittadini e le aziende devono sempre sapere quando una decisione amministrativa è stata generata o supportata da un algoritmo automatizzato. In secondo luogo la supervisione umana, garantendo che ogni provvedimento con rilevanza giuridica passi al vaglio critico di un funzionario competente prima di diventare esecutivo.
Altrettanto importanti sono verificabilità e tracciabilità: in qualunque momento deve essere possibile ricostruire come il sistema ha operato, quali dati ha elaborato e quali ragionamenti logici lo hanno condotto a quella specifica conclusione. Infine, la norma tutela espressamente i dati personali dei cittadini e impedisce che gli algoritmi producano discriminazioni nei confronti di persone o categorie. Il quadro normativo piemontese si configura così come uno dei più severi in Italia nella regolamentazione dell'IA pubblica.