Un'iniziativa di solidarietà concreta arriva dalle Marche verso Gaza. Giovanni Di Nicola, professore di fisica tecnica all'Università Politecnica delle Marche, ha deciso di inviare cinque forni solari nelle aree più colpite dalla crisi umanitaria palestinese. Questi dispositivi, in grado di sfruttare l'energia solare per cucinare, rappresentano una soluzione innovativa a un problema concreto: molte famiglie gazawi vivono in rifugi improvvisati e tendopoli dove preparare un pasto rappresenta un rischio per la salute.

Il contesto della spedizione è particolarmente critico. A Gaza le bombole di gas hanno costi proibitivi, mentre l'uso della legna all'interno delle tende comporta gravi pericoli. È da questa consapevolezza che nasce il progetto del docente marchigiano, che ha scelto il modello "Kimono", un forno solare pieghevole in legno progettato dall'ingegnere Matteo Muccioli. La sua caratteristica principale è la leggerezza e la facilità di trasporto: perfetto per contesti di emergenza dove praticità e adattabilità sono essenziali.

"Abbiamo già testato questi forni con successo in Etiopia e Tanzania, dove sono parte del nostro programma didattico nel master in logistica umanitaria", spiega Di Nicola. "In Italia il loro utilizzo è più limitato, ma in situazioni di crisi come questa, la ricerca deve essere messa al servizio dell'umanità". Il docente sottolinea come questo progetto rappresenti un esempio virtuoso di come la conoscenza accademica possa trasformarsi in aiuto concreto.

I forni solari partiranno domenica 22 marzo a bordo della Global Sumud Flotilla, una barca a vela che salperà da Ancona in direzione di Augusta, in provincia di Catania, dove si ricongiungerà alla spedizione più ampia diretta verso la Palestina. Insieme ai cinque forni viaggeranno anche altri aiuti umanitari, in un'operazione coordinata da attivisti e organizzazioni che operano a favore delle popolazioni civili in crisi.

Questa iniziativa incarna un approccio innovativo all'assistenza umanitaria: non semplici donazioni, ma soluzioni tecniche sostenibili pensate per garantire autonomia e dignità a chi vive in condizioni estreme. I forni solari, infatti, non richiedono combustibili e utilizzano una risorsa gratuita e costante come la radiazione solare, rendendoli ideali per contesti dove le risorse economiche sono praticamente inesistenti.