Il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di ampliare il suo arsenale sanzionatorio contro la macchina propagandistica russa. Nel corso della riunione dello scorso 16 marzo, ha inserito quattro individui nel registro delle punizioni mirate a contrastare le operazioni ibride attribuite al Cremlino. La decisione si iscrive in un piano più ampio di difesa contro le campagne coordinate di manipolazione informativa e disinformazione orchestrate da Mosca, un regime sanzionatorio entrato in vigore nell'autunno del 2024 con l'intento di neutralizzare attori e organizzazioni che minacciano la democrazia e la sicurezza europea.
Tra i quattro sanzionati figura Sergey Klyuchenkov, figura di spicco nella galassia mediatica russa. L'accusa nei suoi confronti è quella di aver utilizzato sistematicamente i suoi spazi televisivi e radiofonici per giustificare l'invasione dell'Ucraina, incitando all'escalation del conflitto e chiedendo esplicitamente attacchi contro le nazioni che supportano Kyiv. Secondo Bruxelles, il suo operato avrebbe incluso anche la promozione della cosiddetta cancellazione dell'identità ucraina nei territori occupati. Accanto a lui, Ernest Mackevičius, giornalista di origine lituana oggi anchorman del principale telegiornale serale della televisione di Stato russa, è stato accusato di veicolare narrazioni distorte sul conflitto e sulle capacità militari ucraine, consolidando il peso dell'apparato informativo moscovita.
La novità più rilevante riguarda però l'inclusione nella lista di due figure mediatiche occidentali. Graham Phillips, britannico, ha attirato l'attenzione di Bruxelles per la produzione di contenuti dai territori sotto controllo russo, comprese interviste con militari catturati e articoli di sostegno alle posizioni di Mosca. Adrien Bocquet, di nazionalità francese, è stato colpito per aver agito come cassa di risonanza della comunicazione Kremlin attraverso apparizioni su reti televisive, reportage da zone cruciali del conflitto e la gestione di profili sulle piattaforme digitali collegate a finanziamenti russi.
Queste sanzioni, che prevedono il congelamento degli asset e il divieto di transazioni bancarie, rappresentano l'escalation nella lotta dell'Ue contro la guerra dell'informazione condotta da Mosca. La strategia di Bruxelles punta a isolare i vettori della propaganda russa operanti sia all'interno che all'esterno dei confini della Federazione, riconoscendo come la manipolazione informativa sia diventata un'arma altrettanto rilevante dei conflitti convenzionali. Con questa ultima mossa, il numero complessivo di soggetti sanzionati per ragioni legate a operazioni ibrige ha raggiunto la cifra di sessanta.