Domani il Parlamento europeo ospiterà un evento intitolato "La libertà è a rischio? Il caso Italia", organizzato da esponenti della sinistra italiana e da organizzazioni non governative. L'iniziativa rappresenta l'ennesimo capitolo dello scontro politico tra maggioranza e opposizione, ma questa volta il palcoscenico è internazionale, a Bruxelles. Tra gli organizzatori figurano l'europarlamentare verde Cristina Guarda, l'onorevole del Partito Democratico Alessandro Zan e il pentastellato Gaetano Pedullà. Affiancheranno loro Amnesty International, l'Arci e la giornalista del quotidiano Domani Francesca De Benedetti.
Secondo quanto emerso dalle note stampa, l'incontro punterà a sottoporre al vaglio europeo diverse criticità riguardanti l'Italia. Gli organizzatori intendono affrontare il tema del declino democratico, l'eventuale repressione del dissenso politico, questioni relative alla libertà della stampa e quelli che verrebbero descritti come attacchi sistematici alle fondamenta costituzionali e dello stato di diritto nel nostro Paese.
La reazione della maggioranza non si è fatta attendere. L'europarlamentare di Fratelli d'Italia Nicola Procaccini ha definito l'iniziativa "vergognosa" e "anti-italiana", evidenziando come gli esponenti dell'opposizione stiano utilizzando sedi internazionali per mettere in discussione l'operato del governo Meloni. Procaccini ha inoltre lanciato una provocazione rivolta ai leader di sinistra, chiedendosi se Elly Schlein e Giuseppe Conte abbiano consapevolezza dei rischi reputazionali che simili iniziative potrebbero comportare per l'economia e l'immagine turistica nazionale.
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, ha radicalizzato ulteriormente il tono dello scontro. Ha accusato l'opposizione di disseminare "bufale" su presunte operazioni di spionaggio ai danni dei giornalisti e su decreti definiti eccessivamente repressivi, affermando che il governo è completamente estraneo a tali questioni. Fidanza ha inoltre sottolineato come questa offensiva della sinistra giunga a pochi giorni da un referendum e rappresenti il rifiuto dell'opposizione di accettare i risultati elettorali del 2022. Nella sua visione, la vera questione italiana sarebbe rappresentata dai programmi della sinistra stessa, dal rifiuto storico della separazione delle carriere e dalle politiche sull'immigrazione.
L'evento rappresenta una continuazione della strategia della sinistra italiana di ricorrere a istituzioni sovranazionali per contestare le scelte della maggioranza. Tuttavia, l'escalation retorica di entrambi gli schieramenti evidenzia come il conflitto politico interno stia sempre più cercando legittimazione e sponde internazionali, trasformando questioni domestiche in materia di dibattito europeo.