Ursula von der Leyen porterà mercoledì al tavolo dei vertici europei il piano d'emergenza per affrontare la crisi energetica che sta travolgendo il continente. Non si tratta di una carenza di risorse disponibili, bensì di un'impennata incontrollata dei prezzi aggravata dalle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, scenario che nessuno esclude possa peggiorare ulteriormente nei prossimi giorni.
Il pacchetto proposto da Bruxelles si articola su più fronti. In primo luogo, maggiore elasticità nel ricorso agli aiuti di Stato per proteggere le industrie più vulnerabili agli shock economici. Sul fronte delle bollette, l'esecutivo europeo intende rivedere il sistema tributario per rendere l'elettricità più competitiva rispetto ai combustibili fossili tradizionali. Parallelamente, Bruxelles punterà su una spinta accelerata verso le energie rinnovabili e la razionalizzazione dei consumi. Le oltre due settimane di escalation hanno già comportato un costo supplementare di 6 miliardi di euro in importazioni energetiche per l'intera Unione.
Il terreno più delicato riguarda tuttavia la revisione del sistema Ets, lo strumento cardine della transizione verde europea. Von der Leyen ha indicato che il meccanismo subirà correzioni per rendere "più realistica" la traiettoria di decarbonizzazione, ascoltando i timori dell'industria manifatturiera. In gioco ci sono nuovi parametri di riferimento, un rafforzamento della riserva di stabilità del mercato e una maggiore flessibilità su autorizzazioni e quote gratuite. Tuttavia, la presidente della Commissione ha ribadito che lo "stop" richiesto dall'Italia, mirante a una sospensione completa dello strumento, resta fuori dal tavolo: l'Ets rimane "consolidato" e continua a rappresentare la bussola per gli investimenti europei.
Sulla questione energetica si consuma una partita politica complessa in cui Giorgia Meloni gioca per ottenere correttivi più sostanziali. L'Italia gode di sponde importanti, a cominciare dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, entrambi alla ricerca di soluzioni pragmatiche che non comportino uno stravolgimento dell'architettura europea. Von der Leyen ha riconosciuto che il vertice sarà nuovamente segnato da "shock esterni di proporzioni sismiche", ricordando come l'Europa abbia già affrontato pandemie, conflitti e turbative energetiche precedenti. "Ogni volta abbiamo risposto insieme e con prontezza", ha rimarcato la presidente, invitando i ventisette Stati a replicare questa unità di intenti di fronte alle sfide attuali.