Fino a pochi mesi fa, gli Houthi rappresentavano uno dei principali elementi di destabilizzazione nel Medio Oriente. I ribelli yemeniti, guidati da Abdul-Malik al-Houthi, avevano seminato il caos lungo le rotte marittime internazionali più importanti, colpendo navi commerciali e obiettivi militari con missili e droni. I loro attacchi avevano messo a serio rischio il traffico marittimo tra lo Stretto di Bab el-Mandeb e il Golfo di Aden, passaggi cruciali per il commercio globale di petrolio e merci. Eppure oggi, mentre le tensioni regionali continuano ad aumentare, il gruppo sembra essere svanito dalle cronache e dalle operazioni militari.

La scomparsa dai radar dei miliziani yemeniti solleva domande importanti. Durante la guerra scoppiata dopo l'attacco di Hamas a Israele nell'ottobre 2023, gli Houthi si erano mostrati particolarmente aggressivi, lanciando decine di operazioni contro obiettivi navali e persino tentando colpi contro zone prossime a Tel Aviv. Oggi, nonostante il perdurare della crisi regionale, la loro attività è praticamente azzerata. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l'apparente inattività potrebbe non essere casuale ma il risultato di una strategia calcolata.

I bombardamenti statunitensi del 2025 hanno inferto colpi significativi al gruppo yemenita, danneggiando infrastrutture militari critiche e reti di comunicazione essenziali. Questo avrebbe temporaneamente compromesso la capacità operativa degli Houthi. Tuttavia, dietro questa riduzione di attività potrebbe celarsi un accordo con Teheran, che ha da sempre sostenuto il movimento come parte della sua rete di alleati regionali nota come "asse della resistenza". L'ipotesi più affascinante è che l'Iran voglia mantenere gli Houthi come una "riserva strategica", tenerli cioè in secondo piano per evitare di attirarsi ulteriori operazioni di ritorsione da Washington o Israele, ma pronti a scatenarne la potenza nel caso di un'ulteriore spirale di escalation.

Secondo fonti d'intelligence citate da diversi media, gli indicatori suggeriscono che il gruppo non abbia interrotto completamente i preparativi militari. La riduzione della visibilità operativa potrebbe quindi rappresentare una pausa tattica piuttosto che un effettivo disarmo. Se questa lettura fosse corretta, gli Houthi rimarrebbero una minaccia latente nel conflitto mediorientale, pronti a tornare in azione quando convenisse agli interessi strategici di Teheran. Intanto, il silenzio dei ribelli yemeniti continua ad alimentare speculazioni e incertezza sugli equilibri futuri della regione.