Un giornalista che da anni si dedica allo studio dell'Opus Dei ha avuto un colloquio diretto con il Pontefice per sottoporre le sue preoccupazioni riguardanti la gestione interna dell'organizzazione conservatrice della Chiesa cattolica. L'incontro, avvenuto in Vaticano, rappresenta un momento significativo nel dibattito pubblico attorno alle pratiche e alle strutture di questa istituzione religiosa.

Gareth Gore, che nel corso del 2024 ha condotto un'indagine approfondita incentrata su presunte manipolazioni psicologiche e gestione opaca delle finanze all'interno dell'Opus Dei, ha colto l'occasione per presentare direttamente al Santo Padre le criticità emerse dal suo lavoro giornalistico. Durante il colloquio privato, Gore avrebbe esortato il Papa a promuovere un'inchiesta ufficiale della Chiesa e a riconsiderare la decisione di canonizzare il fondatore dell'organizzazione, sollevando questioni di carattere disciplinare e spirituale.

Le accuse mosse dal giornalista si concentrano su una presunta struttura organizzativa che opererebbe secondo modalità contrarie ai principi ecclesiastici, utilizzando tecniche di controllo e condizionamento nei confronti dei fedeli affiliati. La definizione di "setta" viene utilizzata per sottolineare quella che Gore ritiene essere una disconnessione tra le metodologie interne dell'organizzazione e gli insegnamenti ufficiali della Chiesa cattolica.

Questo incontro giunge in un periodo nel quale il Vaticano continua a ricevere pressioni da varie parti affinché affronti il tema degli abusi all'interno dell'istituzione ecclesiastica con maggiore trasparenza e rigore. L'accoglienza riservata dal Pontefice al giornalista potrebbe segnalare una crescente disponibilità del magistero papale a considerare critiche costruttive provenienti da osservatori esterni e dall'opinione pubblica.

L'Opus Dei, ufficialmente nota come Prelatura della Santa Croce e Opera di Dio, rimane una delle organizzazioni più controverse all'interno del cattolicesimo contemporaneo, oggetto di dibattiti riguardanti le sue pratiche di reclutamento, la struttura gerarchica e la gestione dei beni ecclesiastici. Il coinvolgimento diretto del Papa in una riflessione su questi aspetti potrebbe rappresentare un turning point nell'atteggiamento istituzionale verso l'organizzazione.