Nel giorno in cui l'Italia commemora i 165 anni dalla proclamazione dell'Unità nazionale, il Presidente Sergio Mattarella ha lanciato un messaggio che guarda tanto al passato quanto alle sfide contemporanee. La data del 17 marzo, ha sottolineato il capo dello Stato, rappresenta il momento cruciale in cui il Paese ha conseguito il riconoscimento come Stato sovrano, coronando gli sforzi dei patrioti risorgimentali e completandosi poi con la Liberazione dal regime nazifascista.

Mattarella ha enfatizzato come i pilastri identitari della Repubblica – indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace – non siano semplici concetti astratti, bensì valori conquistati attraverso una storia complicata e segnata da sofferenze. In questo contesto storico, ha ribadito il Presidente, la Costituzione emerge come il baluardo più importante dei diritti e delle responsabilità che caratterizzano la convivenza civile nazionale.

Il capo dello Stato ha dato particolare rilievo al significato unitario della festa nazionale, precisando che l'unità non rappresenta meramente un assetto istituzionale, ma un ideale profondo radicato nell'intera vicenda storica italiana. Costituzione, Inno e Bandiera sono stati presentati come simboli di una comunità costruita su partecipazione democratica, solidarietà reciproca e rispetto delle persone. Mattarella ha rivolto un appello alle nuove generazioni, invitandole a fare propri questi valori e impegnandosi a trasmettere loro fiducia e responsabilità nel fronteggiare le trasformazioni in corso.

In uno scenario internazionale sempre più complesso, segnato da tensioni belliche, conflitti regionali e il ritorno di aspirazioni egemoniche che destabilizzano gli equilibri globali, Mattarella ha indicato i principi costituzionali e la Carta delle Nazioni Unite come saldi punti di orientamento. Le istituzioni, ha concluso, devono offrire alle giovani generazioni una guida sicura per contribuire consapevolmente alla costruzione del futuro del Paese, in un dialogo aperto e continuo che non ceda alle spinte centrifughe e ai nazionalismi emergenti.