Grand Theft Auto: The Trilogy - The Definitive Edition rimane uno dei debutto più controversi degli ultimi anni nel portfolio di Rockstar Games. A oltre tre anni dal lancio, Thomas Williamson, dirigente di Grove Street Games (lo studio incaricato dello sviluppo), ha rotto il silenzio con una posizione più articolata della semplice ammissione di colpa: il gioco è arrivato sul mercato con difetti significativi, ma non è stato universalmente rigettato dalla comunità.
In dichiarazioni raccolte da TheGamer, Williamson non nega la portata delle critiche mosse alla raccolta che riunisce Grand Theft Auto III, Vice City e San Andreas in versione rimasterizzata. L'elemento centrale del suo ragionamento è però differente: secondo il responsabile di Grove Street Games, nonostante i numerosi errori e la percezione negativa prevalente, un segmento del pubblico ha comunque trovato valore nell'esperienza proposta.
Il lancio ufficiale avvenne l'11 novembre 2021 su console e PC, seguito da versioni mobile il 14 dicembre 2023. I problemi tecnici furono molteplici e ben documentati: artwork ridimensionati male attraverso upscaling, gestione della nebbia che stravolgeva l'atmosfera e la percezione dei mondi di gioco, fisica buggy, frequenti crash e prestazioni deludenti. Su PC la situazione peggiorò ulteriormente a causa del blocco del Rockstar Games Launcher, che impedì agli utenti di acquistare e giocare al titolo per un periodo iniziale. Il review bombing dilagante portò valutazioni particolarmente basse, specialmente su PC e Nintendo Switch.
Rockstar Games intervenne pubblicamente nel 2021 con scuse ufficiali e promesse di patch correttive. Nel corso dei mesi, diversi aggiornamenti affrontarono gradualmente i problemi più evidenti, culminando in una revisione sostanziale nel 2024 che introdusse miglioramenti visivi significativi, compreso il sistema di illuminazione Classic Lighting. Tuttavia, uno dei momenti più contestati arrivò proprio durante uno di questi aggiornamenti nel 2024, quando il nome di Grove Street Games venne rimosso dalle schermate iniziali della raccolta - una decisione che lo stesso Williamson criticò pubblicamente.
Le nuove dichiarazioni di Williamson si inseriscono dunque in una vicenda già complessa, segnata da correzioni tecniche continue, ridefinizioni delle responsabilità produttive e da una distanza palpabile tra l'ambizione originaria della raccolta e lo stato effettivo in cui il prodotto raggiunse i giocatori. Il suo tentativo di rivalutare la ricezione non cancella gli errori commessi, ma contribuisce al dibattito su come misurare il successo o l'insuccesso di un progetto tanto controverso.