Roberta Metsola, presidente dell'Eurocamera, ha lanciato una critica netta alle politiche automobilistiche dell'Unione europea durante la Europe 2026 Conference in corso a Berlino. Secondo la dirigente, negli ultimi anni Bruxelles ha adottato un approccio controproducente che ha scoraggiato l'uso dell'automobile privata, trasformando gli automobilisti in "colpevoli" agli occhi dell'opinione pubblica.

Nell'intervento di fronte ai decision maker europei, Metsola ha denunciato tre problematiche specifiche: la stigmatizzazione sociale di chi guida un'auto, l'imposizione di standard normativi che hanno reso impossibile la produzione di veicoli economici e compatti, e le sovvenzioni pubbliche elargite a concorrenti provenienti da Paesi terzi, che hanno danneggiato i produttori del continente.

La presidente dell'Eurocamera ha sottolineato come il settore automobilistico necessiti di chiarezza normativa e di una maggiore libertà operativa per adattarsi alle sfide future e mantenersi competitivo a livello globale. "Il Pacchetto Automotive attualmente in discussione è una risposta concreta a lungo richiesta dal Parlamento europeo," ha affermato Metsola, aggiungendo che i produttori europei hanno bisogno soprattutto di "prevedibilità e margine di manovra".

Metsola ha rimarcato l'importanza strategica dell'industria automobilistica per la Germania e per l'intera Europa, citando personalmente i suoi viaggi in auto attraverso il territorio tedesco come testimonianza diretta del valore economico e sociale di questo comparto. Le sue dichiarazioni rappresentano un cambio di narrativa rispetto agli ultimi anni, quando le istituzioni europee hanno fortemente spinto verso la transizione ecologica anche attraverso misure restrittive per i veicoli tradizionali.