L'Italia manterrà una presenza militare nel Mar Rosso per garantire la libertà di navigazione e proteggere il traffico mercantile diretto verso l'Oriente attraverso il Canale di Suez, ma non intende assolutamente diventare parte belligerante nei conflitti regionali. Queste le rassicurazioni arrivate dal ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani nel corso di una conferenza stampa preliminare al summit dell'Ince, dove ha scandito con chiarezza la linea della diplomazia italiana.

Secondo Tajani, Roma continuerà a impiegare la propria Marina militare nelle operazioni Aspides e Atlanta, missioni internazionali già in corso dedicate alla sicurezza marittima. Tuttavia, il governo rimane fermamente convinto che la questione dello Stretto di Hormuz debba trovare soluzione esclusivamente attraverso canali diplomatici e negoziati costruttivi, non mediante escalation militari. L'Italia si metterà al servizio di ogni iniziativa volta a tavoli di dialogo che possano risolvere una crisi di portata globale.

Il ministro ha inoltre sottolineato l'impegno del Paese nel garantire la protezione dell'isola di Cipro, membro europeo aggredito senza giustificazione. Roma sarà presente anche al largo delle coste cipriote come atto di solidarietà verso uno Stato dell'Unione Europea. Tajani ha ricordato che questa posizione si allinea con i doveri dell'Italia all'interno della Nato, alleanza che ha protetto anche la Turchia da attacchi missilistici diretti.