Berlino conferma il suo sostegno al sistema europeo di scambio delle quote di emissioni (ETS), strumento cardine della politica climatica dell'Unione. Carsten Schneider, ministro tedesco dell'Ambiente, ha espresso valutazioni decisamente positive sul meccanismo durante i lavori del Consiglio Ue Ambiente, sottolineando come il sistema abbia complessivamente raggiunto i suoi obiettivi e continui a rappresentare uno strumento efficace per la transizione green.

Secondo Schneider, l'ETS si distingue per essere "uno strumento chiaro di economia di mercato" che concede alle imprese "grande libertà di gestione" e consente loro di operare in modo innovativo. Questa flessibilità costituisce, nella visione del governo tedesco, uno dei punti di forza principali del sistema, rendendolo adatto a contesti economici in continua evoluzione.

Tuttavia, Berlino non ritiene che il sistema sia perfetto così com'è. Il ministro ha indicato che potrebbero servire "lievi adeguamenti" nelle aree dove il carico normativo risulta eccessivamente pesante, menzionando in particolare il settore chimico come esempio di comparto che avrebbe necessità di correzioni. Nonostante ciò, Schneider ha ribadito la necessità di mantenere inalterate le linee guida generali del meccanismo.

Per la Germania, l'ETS rimane "il segnale di prezzo più significativo" disponibile nel mercato comunitario, oltre a fungere da importante strumento di regolazione. Questa doppia funzione - sia di segnalamento che di controllo - è cruciale per garantire trasparenza sui mercati e chiarezza nella tariffazione delle emissioni di anidride carbonica, permettendo alle aziende e ai governi di operare con parametri definiti.