Un continente europeo più compatto e determinato rappresenta l'unica risposta credibile al crescente disordine internazionale. È questo il messaggio lanciato da Franco Dal Mas, segretario generale dell'InCE (Iniziativa Centro Europea), in occasione dei doppi summit organizzati ieri: la celebrazione dei tre decenni del Segretariato esecutivo dell'organizzazione e il Forum Imec.
Dal Mas ha tracciato un bilancio positivo dei trent'anni di lavoro dell'InCE, evidenziando come l'organizzazione abbia progressivamente avvicinato nazioni storicamente divise, creando ponti diplomatici e rafforzando legami regionali. Un risultato particolarmente rilevante riguarda l'integrazione dei Balcani occidentali, processo che l'InCE sostiene con impegno costante e rappresentanza istituzionale. All'interno della struttura organizzativa operano oggi ambasciatori di rilievo: l'Ucraina con una propria rappresentanza, l'Ungheria con un'ambasciatrice e la Serbia sempre con una figura ambasciatoriale dedicata.
L'attenzione del leader dell'InCE si concentra particolarmente sulla spinta propulsiva che la Serbia sta manifestando verso l'adesione all'Unione Europea. Negli ultimi dodici mesi si registra un'accelerazione sensibile delle intenzioni di Belgrado, movimento parallelo a quello di altre nazioni della regione come Montenegro e Albania, che Dal Mas considera attori essenziali nel processo di riunificazione continentale. "L'Europa deve stare insieme", ha ribadito, descrivendo questa coesione come "l'unica aspettativa seria" di fronte agli attuali squilibri geopolitici mondiali.
Le dichiarazioni di Dal Mas trovano sintonia con le posizioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, frequente sostenitore della necessità di riconciliare e integrare i diversi territori europei. Secondo Dal Mas, solo un'Unione europea revitalizzata e allargata può fungere da argine stabile contro il caos internazionale contemporaneo, fungendo da baluardo dei valori civili e democratici nel contesto di un ordine mondiale sempre più frammentato.