L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha finalmente reso pubbliche le linee guida per contrastare le false recensioni negli e-commerce e sui portali di valutazione. Il documento, atteso da mesi, fornisce alle aziende italiane le istruzioni operative per rispettare la legge numero 34 dello scorso marzo, che ha introdotto norme rigide sulla trasparenza e l'autenticità dei giudizi dei clienti online. Parallelamente, l'AGCM ha aperto una consultazione pubblica che resterà attiva fino al 15 luglio 2026, permettendo a imprese e cittadini di fornire feedback sulla normativa.

Le linee guida si rivolgono principalmente alle piccole e medie imprese, in particolare quelle attive nel turismo e nella ristorazione, che gestiscono piattaforme dove i clienti lasciano valutazioni. Il documento riguarda anche i professionisti che amministrano le recensioni per conto di terzi. Sebbene la legge sia entrata in vigore il 7 aprile scorso, fino a oggi era inapplicabile in assenza di queste indicazioni concrete su come metterla in pratica.

Sul fronte della trasparenza verso i consumatori, la nuova normativa impone agli esercenti di spiegare chiaramente come funziona il sistema: quali sono i criteri che determinano l'ordine di visualizzazione delle recensioni, come vengono identificate quelle autentiche rispetto a quelle incentivate, e quale algoritmo viene utilizzato per calcolare i voti medi. Queste informazioni devono essere disponibili direttamente nell'interfaccia dove si leggono le recensioni, non nascoste in pagine secondarie o in termini di servizio difficili da trovare.

Per quanto riguarda le misure concrete, gli esercenti potranno verificare l'acquisto reale del prodotto o l'utilizzo del servizio chiedendo al cliente copia di fattura o scontrino, oppure inviando un link di verifica via email dopo la consegna. In alternativa, è possibile richiedere che la recensione sia scritta solo nell'area personale del cliente autenticato, oppure tramite codice QR o password monouso. Per identificare i reviewer, le piattaforme dovranno registrare dati come indirizzo email, IP e altri identificatori. L'obiettivo è intercettare possibili frodi: se decine di valutazioni arrivano dallo stesso indirizzo in poche ore, il sistema può bloccarle o segnalarle come sospette.

La norma vieta inoltre alle aziende di alterare artificialmente il posizionamento delle recensioni o di rimuovere quelle negative semplicemente perché sgradevoli. Un divieto che colpisce una pratica ancora diffusa tra i commercianti online meno scrupolosi. Le PMI avranno ora fino alla scadenza della consultazione per adeguarsi e implementare questi controlli sui loro sistemi di valutazione.