A fine maggio scorso è apparsa sugli store online internazionali, in particolare su piattaforme come AliExpress, una console portatile dal design chiaramente ispirato al leggendario Game Boy. Si chiama Lenovo G02 ed è proposta in diverse configurazioni, molte delle quali arrivano già caricate con migliaia di giochi storici per il retrogaming. Un prodotto intrigante, dedicato a chi vuole giocare i classici in mobilità, ma che nasconde una questione legale piuttosto spinosa.
Ora la situazione si è complicata. Il dispositivo non si chiama più Lenovo G02: è stato rinominato Sunyao G02, oppure ancora Gusgu H7 a seconda della versione e del rivenditore. Un cambio d'identità che non è casuale, bensì dettato da ragioni precise. Nonostante i giochi precaricati risalgono a decenni fa, rimangono tutelati dalla proprietà intellettuale. Nel manuale della console, come documentato da un video hands-on del canale Retro Dodo, appare un disclaimer piuttosto esplicito che tenta di scaricare ogni responsabilità sul consumatore finale. Il testo, tradotto dall'originale cinese, recita: "Il gruppo Lenovo fornisce esclusivamente l'apparecchiatura console per il gioco. Il contenuto di gioco coinvolto nella console è scaricato in autonomia dai clienti. Ogni disputa legale derivante dal contenuto di gioco non ha nulla a che fare con il Gruppo Lenovo".
Sunyao è un marchio già facente parte dell'ecosistema Lenovo, tradizionalmente associato a cuffie e accessori periferici. La mossa sembra pensata per creare una separazione tra il colosso tecnologico e il prodotto stesso, limitando potenziali rischi legali derivanti dal caricamento di contenuti protetti da copyright. Contemporaneamente, la console continua a circolare negli store internazionali a un prezzo accessibile, intorno ai 100 euro, ed è disponibile anche per acquirenti italiani.
Dal punto di vista tecnico, il dispositivo vanta specifiche interessanti per il suo segmento: un display IPS da 4,5 pollici con risoluzione 1024×768 pixel in formato 4:3, processore Rockchip RK3326, slot microSD fino a 1 TB e batteria da 4.000 mAh. Tutte caratteristiche studiate per garantire un'esperienza fluida con i titoli retro. Tuttavia, il cambio di branding mette in luce una realtà del mercato asiatico: il ricorso a strategie commerciali pensate per evitare conflitti legali, spostando responsabilità e identità quando necessario. Lenovo, dal canto suo, mantiene una distanza ufficiale dal progetto, mentre il prodotto continua tranquillamente il suo percorso commerciale con volti e nomi differenti.