Un'operazione di pulizia globale ha colpito la Lenovo G02, la controversa console portatile che per mesi ha circolato attraverso canali non ufficiali. Il dispositivo, commercializzato da venditori terzi su piattaforme come AliExpress, Alibaba e Temu, è stato progressivamente rimosso dai principali marketplace internazionali. La questione però non riguarda semplicemente l'esistenza di un handheld economico con il marchio Lenovo, ma piuttosto il carico di contenuti illegittimi che lo accompagnava nella distribuzione clandestina.

Secondo le comunicazioni ufficiali che Lenovo aveva già fornito, la G02 nasce da un accordo di licenza strettamente circoscritto al mercato cinese e non rientra nel catalogo mondiale dell'azienda. La casa costruttrice aveva esplicitamente dichiarato di non autorizzare alcuna vendita del prodotto al di fuori dei confini cinesi, incluse le piattaforme di e-commerce gestite da terzi. Si tratta quindi di una distribuzione non controllata, dove i venditori hanno agito in totale autonomia.

La vera problematica emerge dalle versioni distribuite fuori dai canali autorizzati. Mentre le unità vendute ufficialmente in Cina non includono schede di memoria né titoli precaricati, i venditori internazionali hanno deciso di "arricchire" il prodotto. Secondo le dichiarazioni Lenovo, nessuno di questi software aggiuntivi aveva il benestare aziendale. Tra i giochi riportati nelle documentazioni emerge un elemento particolarmente spinoso: la presenza di titoli protetti da copyright appartenenti a Nintendo e Sega, dettaglio che ha trasformato il caso da semplice violazione commerciale a questione di pirateria vera e propria.

Il portale specializzato Retro Dodo aveva effettuato un'indagine su un esemplare acquistato da AliExpress, fotografando confezione, manuali e branding ufficiale Lenovo, ma anche confermando la presenza di software protetto precaricato. Questo documentario ha messo in luce come il prodotto fosse esposto ben oltre le problematiche tipiche del mercato dei retro handheld economici. Una prima ondata di rimozioni era già avvenuta a fine maggio, dopo un'inchiesta avviata da Lenovo stessa, ma alcuni venditori avevano tentato di aggirare i blocchi con nuove inserzioni rivolte al mercato all'ingrosso.

La nuova fase di rimozioni, ora confermata dai principali marketplace, sembra più ampia e strutturata, interessando sia AliExpress che Alibaba, anche se Lenovo non ha rilasciato comunicati pubblici specifici su questa operazione. Il caso della G02 rappresenta un indicatore significativo di quanto fragile sia il confine tra licenze regionali legittime, commercio parallelo e distribuzione di contenuti non autorizzati. Un handheld pensato esclusivamente per la Cina ha finito per diventare simbolo della vulnerabilità delle piattaforme globali nel controllare modifiche ai prodotti lungo la catena distributiva.